Live Sicilia

AGRIGENTO

Abuso d'ufficio, D'Orsi assolto
La lettera del figlio Giuseppe


, Agrigento
Eugenio e Giuseppe D'Orsi

"Abbiamo sempre confidato nella giustizia", scrive il figlio dell'ex presidente della Provincia.

VOTA
0/5
0 voti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe D'Orsi, consigliere comunale di Palma di Montechiaro (Agrigento) e figlio di Eugenio D'Orsi, ex presidente della Provincia di Agrigento. 

Come la spada di Damocle. Ma non per il tempo di una cena. Per 7 lunghi anni.

Abbiamo sempre confidato nella giustizia, intendendo per essa non solo l'organismo giudicante e il suo organigramma, ma l'essenza di essa incarnata da quella che nella iconografia più classica è una bilancia con due piatti.

E se da un lato hanno pesato l'onta dell'accusa, il dolore dell'umiliazione di ciò che abbiamo sempre ritenuto uno schiaffo all'onestà del sacrificio per la propria terra e per i propri ideali, dall'altro a fare da contrappeso per restituirci la dignità del vivere, hanno contribuito l'affetto di familiari ed amici e la certezza inscalfibile, di mio padre, nelle istituzioni.

E così abbiamo affrontato anche la sofferenza dell'essere esposti a pubblico ludibrio da un certo tipo di giornalismo d'inchiesta che continuiamo ad apprezzare tutt'ora per le meritorie battaglie nei confronti della legalità, ma che ha la colpa di dover sparare nel mucchio talvolta, per tenere alta l'audience, distruggendo chi abbia un ruolo politico, certe volte per un assunto aprioristicamente, eufemisticamente, ingeneroso.

E fu così che affrontammo anche la condanna già scritta della Tv. Certi però che questa spada di Damocle l'avremmo rigirata sulla coscienza di chi aveva giudicato mio padre, prima che la Giustizia, quella vera, potesse fare il suo corso.

Ed è per questo che oggi la nostra bilancia pende nuovamente dalla parte della gioia di poter portare a testa alta l'onorabilità del nostro cognome, quanto la serenità del nostro cuore, libero dal peso di una condanna che nostro Signore non aveva però scritto per mio padre.

Assolto perché il fatto non sussiste: i giudici della prima sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, hanno cancellato anche la residua condanna a un anno di reclusione. In particolare, secondo i giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, D'Orsi non aveva documentato adeguatamente il fine istituzionale di diverse spese, qualcuna consumata anche in autogrill o in ristoranti ma di basso importo, di cui aveva ottenuto il rimborso. Già in primo grado aveva ottenuto l'assoluzione da una trentina di capi di accusa di concussione, peculato e altri abusi di ufficio per cui il pg Emanuele Ravaglioli, in appello, aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi. La sentenza di assoluzione era stata impugnata dall'ex procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo e dal pm Carlo Cinque. I giudici, invece, hanno accolto le tesi dei suoi difensori, gli avvocati Daniela Posante e Giuseppe Scozzari, e lo hanno assolto da tutte le accuse.

A lui oggi auguro di poter tornare con fierezza a dedicarsi alla sua terra ed ai suoi concittadini. Un semplice messaggio di scuse, da chi, anche in Tv lo aveva già condannato, non ci restituirebbe il tempo della sofferenza, ma ci darebbe almeno la gioia di sapere che chi sbaglia, essendo umano, può sempre confidare nel perdono degli uomini giusti e di nostro Signore.