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Palermo, le divisioni nel movimento

"Basta scontri, serve compattezza"
I big M5s provano a mettere pace


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Riunione per affrontare la frattura tra Gelarda e il gruppo Forello, ma le parti restano distanti

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PALERMO - Un incontro indetto dai deputati nazionali per pianificare il lavoro da svolgere e cementare le relazioni tra gli eletti del Movimento cinque stelle a Palermo, ma soprattutto per affrontare ufficialmente la crisi di rapporti che attanaglia il gruppo consiliare pentastellato a Sala delle Lapidi. Sotto agli occhi del leader regionale M5s Giancarlo Cancelleri, la prima riunione ufficiale nella nuova sede cittadina dei grillini, voluta dai neo deputati nazionali, è servita almeno a ufficializzare l'esistenza di un problema all'interno del gruppo pentastellato a Palazzo delle Aquile: i pessimi rapporti tra Igor Gelarda e gli altri cinque portavoce grillini guidati dal capogruppo Ugo Forello. Divisioni e rancori personali che hanno contribuito ad offuscare l'ottimo risultato del movimento alle Amministrative 2017.

Nel giorno in cui Gelarda ha lanciato l'ennesimo guanto di sfida ai colleghi ("verranno espulsi"), negli uffici di via Libertà si sono ritrovati i deputati nazionali e regionali eletti a Palermo per convincere i litiganti a sotterrare lascia di guerra. Dai nuovi arrivati di Camera e Senato Adriano Varrica, Giorgio Trizzino, Valentina D'Orso e Steni Di Piazza, così come dai regionali Roberta Schillaci, Giampiero Trizzino e Salvo Siragusa, il messaggio è stato univoco: "smussare" le divergenze di opinione, "mediare" e trovare punti di coesione per tornare a "marciare compatti". Parole risuonate più volte e sotto diverse formule nella scintillante sede di via Libertà, creata dalla deputazione nazionale M5s per dare vita a un punto di riferimento per gli attivisti del capoluogo.

"Toni sostanzialmente pacati, ma non sono mancati gli scontri", raccontano alcuni presenti che sotto garanzia dell'anonimato descrivono una riunione in cui alla fine "le distanze tra le parti sono comunque rimaste immutate". Poco più di due ore per affrontare, ma non certo per risolvere, un problema che rischia di danneggiare seriamente l'immagine del movimento nella quinta città d'Italia. Nessuna presa di posizione a favore di una delle parti in causa, ma soltanto ripetuti inviti a "chiarire le divergenze" e a "superare le incomprensioni" di questi mesi. La linea scelta ai piani alti, al momento, è quella morbida della conciliazione: nessuna espulsione che possa creare clamore mediatico e influire negativamente sulla percezione del neo governo M5s-Lega da parte della base. Tutto questo mentre su Facebook una fronda vicina a Gelarda lancia per la sera del 9 luglio una assemblea generale degli attivisti palermitani: tra i punti all'ordine del giorno l'organizzazione del movimento a Palermo.