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PALERMO

Ispettori del ministero a Palermo
Il Comune ora va allo scontro


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Orlando: "Gran parte delle contestazioni infondate". Opposizioni all'attacco.


PALERMO - Cinquantasette pagine per rispondere punto su punto ai 46 rilievi del ministero dell’Economia, dai videoterminalisti ai concorsi, dal personale alle partecipate, frutto della visita degli ispettori a Palermo tra la metà del dicembre del 2016 e il gennaio del 2017. Ma soprattutto una replica a muso duro del sindaco Leoluca Orlando, che non esita a puntare il dito contro la relazione ministeriale.

Il corposo plico riporta la data di ieri ed è stato inviato al Mef, ma anche al dicastero dell’Interno e alla Corte dei Conti, oltre che al consiglio comunale e ai revisori di Palazzo delle Aquile. Il tutto frutto di un lavoro lungo e complesso, coordinato dal Segretario generale che a sua volta si è basato sui dati forniti dai capiarea competenti, con un esito “condiviso” dal primo cittadino che quindi lo ha fatto proprio.

“Grandissima parte delle contestazioni non avevano un fondamento e alcune sono meramente formali – commenta il sindaco Leoluca Orlando – In ogni caso la polemica scatenata in questi mesi era evidentemente tutta politica, nel senso deteriore del termine, e non basata su fondamenti tecnici e formali. Oggi diamo risposte, così come ha fatto il consiglio comunale, e continuiamo a ritenere doverosa una collaborazione tra le istituzioni, senza prestare il fianco a sterili polemiche di parte”. Insomma Palermo risponde ai rilievi romani e lo fa con grafici, numeri e citazioni normative, non mancando di riservare una stoccata agli ispettori e agli avversari politici, anche se adesso bisognerà aspettare di capire come nella Capitale accoglieranno la contro-relazione predisposta dal capoluogo siciliano.

Dei 46 rilievi, per una parte il Comune ha annunciato una misura correttiva; per altri lo scontro è invece aperto. Secondo i dirigenti della quinta città d’Italia, per esempio, non si possono considerare in eccesso rispetto alla pianta organica le 856 unità del Coime, che rimangono indispensabili dal momento che Roma continua a finanziarle, ma che andranno comunque equiparate ai comunali; non si è sbagliato nel ricorrere ai dirigenti tecnici a tempo, visto che la legge lo consente e che il Comune ne aveva bisogno, né a nominare consulenti a titolo gratuito o a prolungare il servizio delle mense scolastiche. C’è poi il capitolo dei quasi 11 milioni chiesti alla Cassa per anticipazione di liquidità in favore di Rap nel 2014: l’azienda ha operato per quasi un anno, cioè da luglio 2013 fino all’agosto di dell’anno dopo, sulla base del vecchio contratto di Amia e quindi, secondo il Comune, il credito era certo.

Sono in corso però misure correttive per le progressioni economiche orizzontali e il fondo per la produttività, ma anche per l’erogazione di compensi alle posizioni organizzative e l’indennità di videoterminalisti: somme di cui ora l’amministrazione chiede la restituzione ai dipendenti. Così come Palazzo delle Aquile dovrà recuperare 2,8 milioni dal fondo per la dirigenza e chiedere indietro all’ex Segretario generale 24 mila euro. E ancora la Reset dovrà usare per investimenti le somme ricevute come aumento di capitale e finanziate con la Cassa depositi e prestiti.

Il Comune su altri temi pensa di aver ragione, ma in via cautelare ha comunque deciso di muoversi: è il caso degli incentivi dati ai tecnici, come quelli che hanno lavorato al Piano traffico, o delle somme Irap non decurtate agli avvocati interni. Su altri ancora, invece, ha ragione il Mef ma si è già posto rimedio: la dismissione delle quote del teatro Al Massimo, l’adeguamento degli statuti delle partecipate Amap e Reset, la correzione del regolamento sul controllo delle aziende, la mancanza dei prezziari ufficiali per i lavori aggiuntivi delle partecipate (a eccezione di Amat), i regolamenti per le consulenze esterne.

Non si è invece ancora corso ai ripari su Sispi, che opera senza un contratto, visto che l’atto è ancora all’esame del consiglio comunale, così come Sala delle Lapidi ha deciso di non privatizzare al momento le quote Gesap.

LE REAZIONI

"È incredibile che una Caporetto sia rappresentata come una vittoria, il sindaco continua a prendere in giro la città - dice il capogruppo M5s Ugo Forello - Dei 46 rilievi del Mef venti hanno portato all’adozione di misure correttive perché ritenuti fondati, altri dieci hanno portato ad una presa d'atto, mentre gli altri sono oggetto di contestazione. Con questa relazione, in altre parole, il Comune ha in gran parte riconosciuto di avere commesso diverse e molteplici irregolarità. Tra queste si ricorda le irregolarità nella costituzione del fondo per la produttività del personale di comparto, nelle procedure per l’attribuzione delle progressioni economiche orizzontali, nell’erogazione delle indennità per video terminale, nell’erogazione dell’incentivo tecnico, nella costituzione e utilizzo del fondo per il trattamento accessorio. Sulle società partecipate, infine, quasi tutti i rilievi hanno colpito e affondato il bersaglio. In un mondo normale il sindaco, dopo avere firmato una relazione del genere, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni e liberato la città dalla sua ormai ingombrante e opprimente presenza".

“Siamo sempre più preoccupati per la deriva verso cui sta andando la città. L’atteggiamento di chi nega i problemi, invece dovrebbe offrire soluzioni, preoccupa ancora di più dei problemi stessi”. È quanto dichiara Fabrizio Ferrandelli, a seguito delle dichiarazioni del Sindaco circa la relazione del Mef. “Il Sindaco esulta - incalza- Ferrandelli- quando in realtà i tre quarti dei punti di contestazione vengono confermati. Tra gli esempi più eclatanti la restituzione dell’ indennità di video terminale richiesta ai dipendenti, passando dall’ammissione dell’assenza del contratto di servizio con Sispi a cui il consiglio comunale, su nostra istanza, ha dovuto rimediare nelle settimane scorse. Il Sindaco, nonostante le continue richieste di confronto delle opposizioni sulla relazione del Mef, sulle osservazioni della Corte dei Conti e sulla deriva gestionale delle aziende e la compromissione dei conti, continua a scappare e a dare alla stampa una visione non corretta della realtà. Lunedì in consiglio comunale chiederemo chiarezza e sul tema di bilancio e di contratti di servizio delle aziende saremo implacabili".

"Le controdeduzioni del sindaco ai rilievi del Mef dimostrano ciò che avevamo già sostenuto mesi fa: le contestazioni mosse erano solo bolle di sapone, caratterizzate da una connotazione politica con elementi di valutazione strumentali. I rilievi sollevati all'amministrazione comunale sono stati infatti del tutto smontati dalle controdeduzioni e dalle relazione del sindaco. Il governo della città è una cosa complessa, che non può scaturire dall'attivazione di algoritmi esatti. Le scelte discrezionali, inscritte nella legittimità e nella legalità, sono inevitabili e necessarie; sono un effetto della capacità di ascolto e di valutazione politica vitali per la comprensione e la crescita della città". Lo dice Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune.