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La terza Leopolda siciliana

Faraone apre a tutti
"Ma non siamo trasformisti"


Davide Faraone, Leopolda siciliana, umberto bossi, Politica

Il deputato renziano annuncia l'incontro del 5 e 6 ottobre. "No ai populismi di destra e sinistra"


PALERMO - “Mezzogiorno tutti i giorni” sarà il titolo della terza edizione della “Leopolda siciliana”. Ad annunciarlo su Facebook, Davide Faraone, senatore del Pd ed ideatore della kermesse che da tre anni anticipa la Leolpolda di Firenze. Si terrà a Palermo il 5 e 6 ottobre al teatro Santa Cecilia con i riflettori puntati sul Sud. “Mi sono vergognato tanto - scrive Faraone - per la presenza di governatori di regioni meridionali a Pontida. Un raduno che quest’anno, come ha detto il senatore Umberto Bossi, ha visto la presenza degli 'Africa', di quelli che hanno “interesse solo ad essere mantenuti”.

"Baciare l’ampolla nel luogo che per anni è stato il raduno dei popoli padani, salire sullo stesso palco di esponenti politici che hanno sbraitato contro terronia e i meridionali nullafacenti, salvo poi acconciarsi a rappresentanti dell’intero popolo italiano per interessi elettorali, non è stato un bel segnale - prosegue -. Chi ha svenduto i propri principi, ha piegato la rappresentanza di tanti cittadini umiliati e insultati, al potente di turno, merita un atto di ribellione, un moto d’orgoglio. Questo sarà la nostra 'Leopolda'. Sarà poi un luogo pieno di tante storie diverse - continua - di culture politiche diverse. Che guardano agli Stati Uniti d’Europa, che stanno dalla parte dei diritti, delle cose giuste, delle cose buone. Perché se è sbagliato che un detenuto gravemente malato stia in galera, allora è solamente e sonoramente sbagliato che stia ancora tra le sbarre".

"Perché se il Jobs Act ha consentito risultati storici in termini di sviluppo ed occupazione, è giusto che si continui su quella strada ed è sbagliato tornare indietro. Perché la solidarietà è solidarietà e non buonismo, i viaggi della speranza non sono crociere e le Ong non sono taxi del mare, i fondi per la non autosufficienza sono un diritto e non una carità, la giustizia è garantismo e non giustizialismo, il lavoro è dignità e la dignità non vale un assegno di mantenimento. Perché la centralità va data alle nuove generazioni, a chi garantito non è e una pensione non l’avrà mai. Al diavolo le pippe mentali di certo populismo di sinistra - ancora Faraone -, che coincide con quello di destra, su pensioni, articolo 18, flessibilità e decrescita felice”.

“La nostra carta d’identità - sottolinea Faraone - sono i mille giorni del governo Renzi. In questi anni abbiamo vinto e perso, abbiamo fatto cose buone e commesso molti errori. Ma ciò che più conta è che non sono riusciti a cambiarci. E a chi sperava di non vederci più, e a chi ha lavorato per annientarci, rispondiamo con un sorriso e con una battuta: non solo noi non lasciamo, ma raddoppiamo! Raddoppiamo l’impegno, raddoppiamo la nostra voglia di lasciare alle nuove generazioni un Sud migliore, un’Italia migliore”.

“Lasciamo - aggiunge - che si continui a parlare di noi come mendicanti con il cappello in mano, che chiedono l’elemosina, o raddoppiamo l’impegno affinché dal Mezzogiorno cresca la voglia di ribellarsi e di sventolare l’orgoglio di comunità che non si traveste, come a Carnevale, di verde o di giallo, ma che nel Dna contiene una moltitudine di colori, come quelli dell’arcobaleno? Colori, culture, storie, facce e sogni che sono la ricetta più antica e più moderna contro la paura. Ragazzi, lasciate che prevalga la paura o raddoppiate la speranza?” “Il terzo appuntamento - conclude Faraone - traccerà la terza via. Né populismo di destra, né populismo di sinistra. Noi vogliamo tornare ad essere popolari, con un’altra idea di società e chiamando a raccolta chi è altra cosa dai populismi. Tutti, nessuno escluso. Troveremo le cose che abbiamo in comune e partiremo verso nuove mete. Ce ne infischieremo se qualche reduce dirà che siamo trasformisti. Non saremo trasformisti, saremo semplicemente e coraggiosamente trasgressivi! Sì, trasgressivi".

“'Se rispetti tutte le regole, ti perdi tutto il divertimento', diceva Katharine Hepburn. Noi vogliamo costruire un ambiente dove ci si diverte anche". E ancora: "William Shakespeare scriveva 'Esistono abitudini che è più onorevole trasgredire che seguire'. E forse è tempo di trasgredire le abitudini della vecchia politica. Non credete? Ecco, la Leopolda del Sud sarà il posto giusto dove sentirsi utili e divertirsi. Non per lasciare ma per raddoppiare e per trasgredire veramente. Il nostro programma per gli anni a venire"