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PALERMO

La rabbia dopo l'impugnativa
Gli ex Pip tornano a protestare


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I precari chiedono al governo regionale di trovare una soluzione "legale" per la loro situazione.


PALERMO - La delusione è ancora troppo recente per timbrare un cartellino e mettersi a lavorare come se niente fosse. Così questa mattina un centinaio di ex Pip, in servizio all'Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, ha dato vita a un'iniziativa spontanea di protesta e ha incrociato le braccia in portineria e nel tratto di strada davanti all'edificio di via Ugo La Malfa.

Lo sciopero arriva pochi giorni dopo l'impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri della norma della Finanziaria regionale che stabiliva il passaggio con assunzione a tempo indeterminato di questi lavoratori sussidiati, circa 2.800, in Resais, società partecipata della Regione. Per il governo romano, però, la norma sarebbe incostituzionale: violerebbe il principio che riserva allo Stato la competenza esclusiva delle materie dell’ordinamento civile (è il caso, appunto, dei contratti con le società, seppur a capitale pubblico).

"Una motivazione per noi inaccettabile - dice Maria Grazia Guttuso, ex Pip che sta partecipando alla protesta in via La Malfa, rappresentante sindacale Filcams Cgil -. Non capisco perché gli ex lavoratori di Spatafora sì, gli ex lavoratori della Fiera del Mediterraneo sì e noi no. Non è una situazione incostituzionale, è una situazione contraddittoria e pretendiamo che il governo regionale prenda una posizione su questa vicenda". "Noi lavoriamo ogni giorno - aggiunge la collega Enza Greco - timbriamo il cartellino, il nostro lavoro lo svolgiamo correttamente. Il lavoro dei politici è quello di trovare una soluzione che sia definitiva e soprattutto legale perché è inaccettabile che a distanza di 20 anni siamo ancora qui in balia di leggi e impugnative".

Domani la protesta si sposterà davanti a Palazzo dei Normanni, dove si terrà la seduta del Parlamento regionale alle 16.