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LA TRAGEDIA DI ISOLA

"Abbiamo fatto di tutto per salvarti"
Martina, il dolore dei due bagnini


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Cosimo e Calogero Favaloro erano riusciti a mettere in salvo dalle onde Martina Bologna.

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ISOLA DELLE FEMMINE (PALERMO) - Non ci hanno pensato un attimo a gettarsi in acqua. Sono usciti dall'albergo in cui lavorano e si sono tuffati: una volta individuata la giovane in mare, sono stati raggiunti da un gommone privato, partito dal porticciolo per dare una mano ai soccorritori. Cosimo e Calogero Favaloro, che lavorano alla "Scogliera Azzurra" di Isola delle Femmine, domenica erano riusciti a dare una speranza alla piccola Martina.

Sono i bagnini che l'avevano portata a riva dopo un disperato intervento di salvataggio, seguito dalle prime manovre di soccorso e dalla corsa verso l'ospedale Cervello. Qui, la tredicenne ha lottato per tre giorni, fino all'accertamento della morte cerebrale, avvenuto nelle ultime ore. Ore di speranza, di angoscia e, alla fine, di dolore per i due soccorritori che da allora non avevano mai perso i contatti con la famiglia di Martina. "Ieri abbiamo saputo che le sue condizioni erano peggiorate - racconta Calogero Favaloro - e siamo subito andati in ospedale. Abbiamo avuto la possibilità di vederla per l'ultima volta, di pregare vicino a lei, di sperare, insieme ai suoi familiari, in un miracolo. Sapevamo fin dall'inizio che non sarebbe stato semplice, ma oggi ci è crollato il mondo addosso".

Domenica, grazie all'intervento dei due dipendenti della struttura alberghiera, era stato scongiurato il peggio: "Io e Cosimo eravamo in pausa quando il nostro titolare ci ha chiamato. Abbiamo subito raggiunto la scogliera e qualcuno ci ha detto che c'era una ragazzina in acqua da molti minuti. Ci siamo tuffati per raggiungerla, nel frattempo è stata avvisata la capitaneria di porto ed è arrivata anche la polizia. A quel punto qualunque imbarcazione privata ci avrebbe dato una mano, e infatti è arrivato un uomo a bordo di un gommone che ci ha permesso di tornare indietro con Martina".

Poco prima, la giovane era stata travolta da un'onda alta almeno dieci metri mentre prendeva il sole su uno scoglio a pelo d'acqua. "Durante l'operazione di salvataggio - aggiungono i due bagnini - abbiamo attraversato onde di sette e otto metri. Una coincidenza di fattori sfortunati che purtroppo ha provocato conseguenze gravissime". I due "angeli" di Martina oggi sono sotto choc. La speranza è andata man mano scemando e adesso c'è spazio soltanto per le lacrime.

Un dolore che viene manifestato anche su Facebook, a cui uno dei due bagnini affida le sue parole: "Martina, gioia mia - scrive Calogero Favaloro - che i miei Santi Cosma e Damiano possano accompagnarti nei campi Elisi del Paradiso dove tu potrai proteggere e dare la forza alla tua famiglia di andare avanti. Piccola, ti giuro che noi abbiamo fatto di tutto per poterti aiutare senza pensare ad alcun rischio. Ti prego, perdonaci piccola. Ti prometto che ci incontreremo in un altra vita, ci abbracceremo e io piangerò, contento di rivederti". 

Due uomini coraggiosi, che domenica hanno rischiato la vita, ma che non vogliono essere definiti "eroi". "Non lo siamo, abbiamo soltanto fatto il nostro lavoro - dicono -. Forse, se lo fossimo stati davvero, la piccola Martina sarebbe ancora qui con noi. Abbiamo sperato in questi giorni di vedere i suoi occhi aperti, il suo sorriso, di poterla abbracciare. Invece non ce l'ha fatta. Ci vuole più coraggio per affrontare questa realtà che per tuffarsi in mare".