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Artale dopo le minacce:
"Brancaccio, alzati"


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Il presidente del centro Padre nostro scrive una lettera al quartiere.

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PALERMO - "Carissima Brancaccio, non ti è forse bastato il sangue versato per te dal Beato Giuseppe Puglisi? Quanto ancora dobbiamo attendere affinché tu possa nutrire i tuoi figli con un pane, certamente duro, ma non avvelenato dall'odio e dall'interesse privato?". Lo scrive il presidente del centro Padre nostro di Brancaccio Maurizio Artale in una lettera indirizzata agli abitanti del quartiere palermitano che fu di don Pino Puglisi, dopo le minacce ricevute alcuni giorni fa da parte di un parente del boss Antonino Lauricella. "Da 25 anni il centro di accoglienza Padre nostro si è messo al tuo servizio così come ha voluto il nostro fondatore - afferma Artale nella lettera-appello, intitolata 'Brancaccio Alzati, rivolgendosi agli abitanti del quartiere -. Ora tu hai le carte in regola (ti manca un piccolo pezzettino) per reagire e contrastare questi atteggiamenti che ammorbano l'aria dove tu vivi. Facciamo sì che da domani in poi Brancaccio venga ricordata non come terra di mafia ma come la terra del Beato Giuseppe Puglisi, del Castello di Maredolce, del Ponte dell’Ammiraglio, della Parrocchia di San Gaetano da dove iniziò quel lento ed inesauribile processo di cristianizzazione di Brancaccio".