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Nave Diciotti, la lunga attesa
Tensione Colle-Viminale


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Giacomo Tranchida

Il sindaco Giacomo Tranchida: "Siamo città dell'accoglienza". Sit-in di Libera e Cgil


TRAPANI - "La nave Diciotti sta attraccando a Trapani. Nel frattempo proseguono gli accertamenti giudiziari volti a verificare le responsabilità penali dei presunti facinorosi che hanno messo a repentaglio la vita dell'equipaggio del Vos Thalassa". E' quanto si apprende da fonti Mit, ma intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini stoppa le operazioni di sbarco: "Io non voglio farmi prendere in giro - afferma -. Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto io non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità. O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state e allora devono pagare o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera".

Dopo essersi avvicinata ai muraglioni frangiflutti la nave era rimasta in rada, non entrando nel porto. Il rinvio dell' approdo potrebbe essere legato alle indagini in corso su presunti scafisti del natante sul quale si trovavano i migranti e sui presunti aggressori dell'equipaggio della Vos Thalassa, il mercantile che ha soccorso i 67 la sera del 9 luglio al largo della Libia. "Se un povero Cristo cade in mare bisogna salvarlo, non possiamo metterci un piede sopra. E' la legge del mare. Noi siamo una città aperta all'accoglienza. Ma chi sbaglia è giusto che paghi, e le responsabilità vanno accertare dagli investigatori", ha detto il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, al molo Ronciglio per accogliere i migranti. Secondo il sindaco il ritardo dell'arrivo della nave, "per comune sentire, potrebbe essere legato agli accertamenti in corso su eventuali violazioni delle leggi italiane". Tranchida stima l'orario di approdo della nave della Guardia costiera per le 10. Intanto sul molo sono in corso i preparativi per l'accoglienza ed è stato aumentato il dispositivo di sicurezza con polizia, carabinieri e guardia di finanza.

"La storia di questa città, di questa terra e dell'Italia, siamo figli di esodi. Con tutto il rispetto non la butto in politica né in caciara o polemica, con tutto rispetto alle idee del ministro Salvini - ancora Tranchida -. Chi sbaglia paga, vale per me, per te, per i nostri ospiti che accogliamo. A volte bisogna fare scelte difficili, e credo che un uomo della caratura politica di Salvini debba prendersela con quelli più grossi di lui. C'è un problema che riguarda l'Europa - aggiunge - con Paesi che sono soci solo per gli euro e non per altro, quindi solidarietà col governo se se la prende coi più forti e non coi più deboli, al netto di chi sbaglia paga".

Al molo Ronciglio, intanto, è sit-in antirazzista con lo slogan 'Restiamo umani' scandito ad alta voce. Tra i manifestanti domina il rosso: magliette, bandane e cappelli sono dello stesso colore diventato il simbolo della protesta a favore dell'apertura dei porti e l'accoglienza di migranti. All'iniziativa aderiscono diverse associazione, comprese Libera e Cgil che contestano i "muri che qualcuno vuole mettere fra i migranti e le nostre città" e invitano il Movimento 5 stelle a "non farsi trascinare da Salvini".

"Auspichiamo che il lavoro che si sta facendo a Trapani e in tutta la Sicilia sia considerato non più come un'appendice o una realtà locale italiana, ma dell'Europa tutta, possa permettere soluzioni le più rapidi possibili quando si decide che i porti sono porti di salvezza per le vite umane". Lo ha affermato a Radio Vaticana Italia il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli. Il vescovo di Trapani dice che "Trapani appartiene a quel contesto in cui l'emergenza dell'immigrazione è diventato un fatto normale. Le istituzioni da un lato e la Chiesa locale dall'altro sono impegnate per delle scelte che non siano solo dell'accoglienza immediata, ma anche e soprattutto della seconda accoglienza. Ribadiamo i valori del Mediterraneo come luogo di incontro, nel quale si deve vivere tra sviluppo e solidarietà".

Aggiornamento

E' cominciato lo sbarco dei 67 migranti da nave Diciotti che si trova ormeggiata nel porto di Trapani. A scendere per primi sul molo Ronciglio sono stati i due migranti indagati dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa, Sono il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim. Entrambi erano scortati dalla polizia.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella segue con attenzione la vicenda della nave della capitaneria di porto bloccata al porto di Trapani. E' quanto si apprende da fonti del governo. Il capo dello stato ha avuto anche contatti con il premier Giuseppe Conte.

C'è “stupore” al Viminale per gli interventi del Quirinale e “rammarico” per la scelta della procura sulla vicenda della Diciotti. Lo si apprende da fonti del ministero.