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Taglio dei vitalizi alla Camera
Il M5s: "Ora tocca alla Sicilia"


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Musumeci ne resta fuori: "Non entro a gamba tesa nelle questioni del Parlamento". Ma Miccichè ha già detto che non approva.


PALERMO -  La Camera dei deputati ha approvato oggi il taglio dei vitalizi: è arrivato l'ok dall'Ufficio presidenza alla delibera Fico che taglia i vitalizi degli ex deputati, ricalcolando gli assegni percepiti in base al metodo contributivo. Palloncini gialli e bottiglie di champagne: così il M5s ha festeggiato in piazza di Montecitorio, davanti al Parlamento.

Anche a Palazzo dei Normanni sono state stappate delle bottiglie. 
"E ora all’Ars. Ci sono le condizioni politiche perché il taglio dei vitalizi fatto alla Camera possa essere replicato anche a palazzo dei Normanni", ha detto il vicepresidente grillino dell'Ars Giancarlo Cancelleri, che assieme dl alcuni deputati e parte dello staff del gruppo parlamentare 5 stelle ha brindato all’ok alla delibera del presidente della Camera Roberto Fico. "Quello che sembrava impossibile – ha detto – è diventato realtà a Montecitorio. E anche all’Ars l’operazione non è impossibile, visto che i sei voti che occorrono qui per l’approvazione della nostra proposta non sono irraggiungibili".


Il presidente della Regione Nello Musumeci si smarca sulla questione: "La volontà del Parlamento è sacra. Io faccio il presidente della Regione e non entro mai a gamba tesa sui lavori dell'Assemblea, né mi occupo delle vicende della geografia parlamentare". Ma ha manifestato la sua apertura al dialogo Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima, il movimento fondato dal governatore, a Sala d'Ercole. "Ci sono i capigruppo che sono deputati a tenere i rapporti con la coalizione e con l'opposizione. Io devo preoccuparmi della crisi idrica, di quella dei rifiuti e di tante cose - ha proseguito Musumeci - Lasciatemi fare il presidente della Regione e non trascinatemi in queste vicenda".

Contro la proposta si è già schierato il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, sostenuto da quasi tutta la deputazione regionale di Forza Italia. E da Roma è anche Renato Schifani a criticare la decisione: "Oggi, da un lato, la vicenda della nave Diciotti, ancora lungi dal concludersi e, dall'altra, quella dei vitalizi, con tutte le conseguenze legali che si porterà dietro, delineano sempre più il profilo di un Esecutivo dove la linea politica è ispirata da un clima da campagna elettorale permanente. Ed a conferma di tutto ciò - conclude il senatore di Forza Italia - l'unico provvedimento con un reale impatto sull'economia, il decreto legge dignità, e sul quale ci riserviamo di fare una decisa battaglia a livello parlamentare per stravolgerlo, continua ad esistere soltanto nelle dichiarazioni enfatiche di ministri ed esponenti politici della maggioranza".