Live Sicilia

La giornata di Lombardo. Diretta di Livesicilia

Un martedì da leoni



ars, mafia, raffaele lombardo, Politica
Dunque parlerà oggi. Parlerà come il Bettino Craxi del 3 luglio del 1992, sotto uno stellone moribondo, al tramonto della parabola socialista? Dirà che il sistema "sarebbe criminale" e che nessuno può confutare l'essenziale verità, altrimenti "i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro". Forse no. La concione di Bettino, davanti alla Camera attonita, fu il grido alto e disperato di un uomo che cominciava a morire. Fu una chiamata di correità generale. Raffaele Lombardo, invece, vuole vivere. E vuole dimostrare che è lui il puro tra gli impuri, il volto pulito della Sicilia, in mezzo a una masnada di briganti e mestatori. Non indoviniamo ancora quali siano l'ordito e la fodera del discorso, sicuramente già pronto. Sarà la razionalità gelida di cui il personaggio si ammanta? Sarà piuttosto una certa caparbietà emotiva che fa capolino di tanto in tanto? Lo scopriremo.
Dunque, secondo le aspettative, il presidente "farà i nomi dei politici legati a mafia e affari". Ci domandiamo se basterà un taccuino formato elenco telefonico per contenerli tutti. Ma avvertiamo un senso di stanchezza, per esempio tra i nostri lettori. Non c'è indignazione, non c'è autentica curiosità. Si sfiora una rassegnata e mai addomesticata attenzione che spinge a porgere le orecchie, senza alcun fuoco sacro o batticuore civile. Il presidente della Regione promette che rivelerà al popolo, attraverso il Parlamento,  i  nomi dei politici collusi. E da questa parte si replica con uno sconsolato sbadiglio appena colorito da una partecipazione all'evento (che Livesicilia seguirà in diretta), diciamo, sportiva
A nessuno è venuto in mente, nemmeno per sbaglio, che oggi all'Ars qualcuno possa pronunciare una tenue parola di verità. Semplicemente perché i nostri lettori, e non solo loro, non credono più che la politica sia il luogo della verità.
Ne tengano conto i politici che promettono ruggiti a piena gola. Da questa parte, nella trincea delle cose reali e della gente in carne ed ossa,  si avverte l'eco di un flebile miagolio.