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Palermo

Zen 2, sgomberate le prime
dieci case fra urla e minacce



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Grande dispiegamento di forze sin dalle prime ore del mattino all'insula 3 dello Zen 2 a Palermo per le operazioni di sgombero delle 75 case popolari occupate abusivamente. Già alle sette i furgoni dello Spo, la società per l'occupazione addetta ai traslochi, hanno presidiato la zona con la collaborazione di polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza e vigili del fuoco, con la presenza precauzionale anche di un paio di ambulanze. Lo scopo delle forze di polizia era quello di liberare le case occupate abusivamente in modo da poterle assegnare a chi risulta effettivamente in graduatoria. E, tra urla e minacce, decine di famiglie hanno dovuto abbandonare gli appartamenti che occupavano abusivamente. Ora le dieci case "verranno adesso immediatamente assegnate - assicurano dal Comune di Palermo - per evitare che siano nuovamente occupate".

Le operazioni sono avvenute non senza problemi, in uno stato di forte contrapposizione tra le forze dell'ordine e gli abusivi. Lo stratagemma degli occupanti era quello di piazzare dentro le case donne e bambini e di mandare alcuni uomini a controllare le zone che le forze dell'ordine presidiavano in tenuta anti-sommossa. Nella prima fase dello sgombero alcuni occupanti hanno ribaltato cassonetti dei rifiuti per impedire l' accesso alle forze dell'ordine, ma tutto è stato puntualmente ripulito dagli operai dell'Amia, anche loro presenti.

Dopo aver permesso agli operai dello Spo di entrare negli appartamenti liberati e di effettuare i primi traslochi, le forze dell'ordine si sono introdotte nella zona "calda" dove alcuni occupanti si sono barricati dentro casa e hanno fatto partire una vera e propria sassaiola. Tra i 75 appartamenti occupati, molti sono ancora in attesa di essere rifiniti e le ditte preposte hanno dovuto momentaneamente sospendere i lavori in attesa che gli immobili siano completamente liberati.

Particolarmente adirati gli occupanti che già nelle prime ore delle operazioni sono stati costretti a lasciare gli appartamenti: “E' un ingiustizia – sostengono - perché noi adesso non sappiamo cosa fare e dove andare”. Anche alcuni residenti della zona si sono rammaricati per la situazione, consapevoli però che nel quartiere non può più regnare l'anarchia.

Ma questa è solo la prima fase dello sgombero deciso dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza voluto dalla prefettura di Palermo. La gran parte degli abusivi, infatti, occupa i 60 alloggi ancora in fase di costruzione. Ci vorrà una nuova riunione per decidere le prossime mosse. Intanto, la questura ha assicurato il controllo della zona, mentre la Protezione civile ha distribuito pasti e coperte ai senzatetto.