A un passo dalla verità| ma attenzione al "tritacarne" - Live Sicilia

A un passo dalla verità| ma attenzione al “tritacarne”

Strage di via D'Amelio
di
1 min di lettura

“E un momento cruciale. Sono trascorsi due anni dalle prime dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. Dagli elementi che abbiamo acquisito sembrerebbe proprio che non sia stata solo la mafia a volere la strage di via D’Amelio”. A parlare, prima di essere ascoltato dalla commissione parlamentare Antimafia è Sergio Lari, procuratore capo di Caltanissetta, che ha riaperto il fascicolo della strage di via D’Amelio e del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. Si tratta di “soggetti che pur avendo dovere di fedeltà alle istituzioni hanno tradito questi principi. E’ sicuro che ci fu un depistaggio colossale”. A lui fa eco il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, che parla di “verità che si cerca dopo 18 anni e che passa anche attraverso certi apparati istituzionali. Molte memorie sono state cancellate e i segreti protetti e occultati”.

Si tratta di due magistrati che fanno del riserbo una delle loro principali caratteristiche. Non a caso Messineo non ha voluto confermare che il cognome del famigerato “signor Franco” di cui parla Massimo Ciancimino collocandolo nel mezzo della “trattativa”, si Gross, come anticipato da alcuni quotidiani. Ma, attenzione, il rischio è dietro la porta. Sergio Lari ha, infatti, lanciato un sottile messaggio di allarme. “Ce la stiamo mettendo tutta per dirimere tutti i dubbi – ha detto – vorremmo avere più mezzi ma ci stiamo impegnando al massimo. Da quando sono capo a Caltanissetta, abbiamo buchi in organico gravissimi”. E arriva dritto al dunque: “La procura di Caltanissetta è sicuramente nel mirino dei mafiosi e ho ricevuto diverse intimidazioni. Voglio sperare di non finire nel tritacarne come i miei predecessori”.

Proprio per questo la priorità rispetto alle indagini sul 1992 è quella di fare una revisione. “Nei processi di Borselino sono stati inflitti numerosi ergastoli – ha concluso Lari – bisogna intanto fare giustizia almeno su questo”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI