Live Sicilia

La figlia di Cintola: "Analisi negative"

"Papà non faceva uso di cocaina"



cintola, droga, zaira, Cronaca
Non conosco di persona Zaira, la figlia di Totò Cintola. Non conoscevo di persona Totò Cintola, se non per via di qualche intervista. Zaira l'ho incontrata per telefono qualche settimana fa. Ha chiamato lei.  Voleva ringraziare Livesicilia per l'umanità e la delicatezza con cui aveva trattato la storia di suo padre. Da lì è nata un'affettuosa consuetudine di telefonate. Livesicilia ha seguito passo dopo passo l'agonia dell'onorevole, con discrezione. Non abbiamo pasolinianamente le prove, ma sappiamo che le condizioni di di Totò Cintola si sono aggravate e sono diventate disperate dopo il can can mediatico sul presunto uso di droga. Lo sappiamo perché basta mettere insieme i tempi, calcolare il crollo dopo le notizie sul giornale. Lo sappiamo perché pure la famiglia lo sa.
Stamattina a Partinico si è celebrato il funerale di un uomo abbandonato da molti, non da tutti, coinvolto in una storiaccia che non rende onore a giornalisti e giornali.  Zaira ha svelato la verità in chiesa: "Il 19 luglio scorso ho tagliato una ciocca di capelli di mio padre e l'ho fatta analizzare. I risultati hanno dato esito negativo alla cocaina. Questo testimonia che sul conto di mio padre sono state dette soltanto calunnie". Basta una ciocca di capelli per ridurre al silenzio troppe bocche spalancate? Non siamo ottimisti: le scuse della libera stampa sono lacrime di coccodrillo, acqua sulle pietre.

Noi abbiamo seguito la vicenda con una impostazione chiara. Non abbiamo infierito sul letto di un moribondo con la sua famiglia al capezzale (altri invece sì). Non ci siamo accodati alla plebe forcaiola e vile che ha maledetto e insultato un ex potente che non poteva più difendersi.
 Le parole di Zaira di oggi ci confortano, ma non sarebbe cambiato niente in caso contrario per rispetto e dignità. Lei, Zaira,  avrà sempre un posto speciale nel cuore di Livesicilia, per il coraggio che ha dimostrato. Noi cercheremo di continuare a fare il nostro mestiere, tenendo sempre presente che sotto le macerie della cronaca ci sono persone, legami, affetti. Nessuno è talmente giornalista da non potere essere, contemporaneamente,  uomo.