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Il dirigente della Forestale

"Noi l'abbiamo vista"


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chiarelli, palermo, pantera, Cronaca
Giuseppe Chiarelli, Ispettore del corpo Forestale regionale e responsabile delle ricerche e della cattura della pantera a Palermo, ora che il pericolo pantera sembra essere in qualche maniera rientrato, si appresta a rispondere e a chiarire ogni dubbio su tutta l’insolita vicenda del felino che ha visto lui e i suoi uomini impegnati per più di trenta giorni in prima linea sulle tracce dell’animale esotico.  Il dirigente forestale parlando e spiegando l’azione degli uomini da lui diretti in questi intensi trenta giorni non esita  senza qualche polemica a togliersi qualche sassolino  nei confronti della stampa che ha seguito con molto interesse l’intera faccenda e di cui dice di essersi  sentito più di una volta principale bersaglio.

Da quanto tempo non avete più notizie della pantera?
“Da oltre quindici giorni ormai non riceviamo più alcuna notizia di avvistamenti o segnalazioni che possiamo ritenere attendibili”.

Quindi, come Corpo Forestale che idea vi siete fatti su questa improvvisa scomparsa dell’animale?
“Non è  questione di farsi delle idee, noi ci siamo mossi sulla scorta delle varie segnalazioni. E’ un nostro preciso compito intervenire allorquando il cittadino ci segnala la situazione di pericolo in  presenza dell’animale, cosa che abbiamo fatto per ogni singolo caso segnalato, ma non possiamo avvallare questa o quella tesi per quanto riguarda il fatto che l’animale adesso a quanto pare sia scomparso ”.

Qualcuno ha giustamente avanzato dei dubbi sulla credibilità anche delle famose foto che sono state scattate alla pantera, in realtà da quelle immagini non si vede perfettamente  il felino ma si distingue solo una macchia scura  …
“Ricordo perfettamente quella sera, la vigilia della notte del Festino, mi hanno chiamato dalla centrale per avvisarmi della segnalazione fatta da un dipendente dell’Assessorato Foreste Demaniali che tra l’altro conosco molto bene e che so non avere paura di semplici  animali selvatici delle nostre zone.  Pertanto, essendo un esperto, non avrebbe mai scambiato  un qualsiasi altro animale per una pantera e quindi ho immediatamente capito che quella segnalazione poteva essere attendibile. Questo signore ha avuto la possibilità di vedere il felino per una ventina di minuti e di  fotografarlo con la macchina che aveva in casa. Io  sono corso in tutta fretta sul luogo, sono stato il primo tra i forestali ad arrivare sul posto nonostante il  traffico di quella sera, ci siamo avvicinati sempre più all’animale fino a quando ci è stato possibile. Poi la rete della proprietà ci separava dalla grossa roccia dove l’animale era adagiato in una tipica posizione da felino e non ci siamo potuti spingere oltre, l’animale si è lasciato guardare per alcuni minuti poi si è alzato, abbiamo intravisto la coda ed è andato via …”.

Come mai  non avete ripreso voi l’animale  con una macchina fotografica più adeguata?
“Mano a mano che avanzavamo verso l’animale si faceva sempre più buio, con noi non avevamo nemmeno il faro per illuminare perché nella fretta lo abbiamo dimenticato, io ho ripreso quei minuti con la mia telecamera, ma il buio sempre più fitto ha rovinato le riprese”.

Il Corpo della Guardia Forestale nella vicenda della pantera è stata accusato più volte anche di inefficienza e di incompetenza, come si sente di rispondere a queste precise accuse?
“Sono consapevole che siamo stati i bersagli preferiti soprattutto da certa stampa spazzatura  in tutta questa vicenda, ma sono pronto in qualsiasi sede a rispondere del mio e dell’operato di tutta la Guardia Forestale. Abbiamo dato il massimo in questi giorni non distogliendoci mai da tutte le altre funzioni che ci spettano".

Pensa che sia stato fatto tutto il possibile per la cattura dell’animale?
“Assolutamente sì, ogni tentativo o accorgimento ritenuto utile per poter acchiappare l’animale nel rispetto anche della sua incolumità, è stato portato avanti dagli uomini della Forestale con impegno e determinazione. Non era nostro compito, invece pianificare un piano di difesa permanente o attivare un’unità di crisi se necessario”.

Si sente di escludere anche ogni responsabilità sulla morte di una delle quattro pantere dell’ex zoo fattoria di Terrasini durante le operazioni  per il prelevamento dei campioni di pelo da comparare con quelli ritrovati sul collare di via Bronte?
“Voglio ribadire che quella è stata una disgraziata fatalità, abbiamo seguito al 100% un preciso protocollo, ci siamo attenuti alla lettera , ma c’è un certo fattore imprevedibile di margine legato a un rischio che non prescinde da chi opera. Ho un filmato di tutta quella operazione  e mi sento di escludere nelle maniera più categorica la possibilità di qualsiasi tipo di errore legato al nostro intervento tanto che il magistrato ha riconosciuto la linearità delle nostre azioni e non ha nemmeno disposto l’autopsia sul corpo dell’animale deceduto”.

A proposito di quelle analisi sui peli del collare, avete avuto conferma dagli esami che si trattassero di peli di felino?
“No,  tutt’oggi non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione dall’Istituto Zooprofilattico di Palermo che sta effettuando gli accertamenti e il raffronto”. 

Per quanto riguarda, invece, la notizia diffusa dalla Gea Press di un grosso intervento della Forestale  nella notte del diciannove luglio  con un dispiego di uomini eccezionali e con l’utilizzo di resti di cavallo e altro, conferma che sia stata messa in atto?
“Si tratta di un’altra grossa invenzione  di certa stampa, non vi è mai stato alcun intervento di questo tipo da parte della Forestale, inoltre siamo sempre intervenuti,  consultandoci ogni qual volta con degli esperti del settore a partire dal professor Mario Valvo, docente di zoologia all’università di Palermo che ha seguito passo passo ogni fase della ricerca e ci ha fornito il suo prezioso contributo. Comunque nessun utilizzo di resti di cavallo o quant’altro, ma solo del sangue per attirare il felino che abbiamo prelevato dal mattatoio, niente di simile a quell’ operazione becera che l’agenzia di stampa ha descritto”.

Facendo quattro conti, quanto è costata l’intera vicenda pantera in termini di ore di lavoro straordinario, attrezzature o quant’altro? 
“Nemmeno un euro in più rispetto ai normali turni di lavoro, in quei giorni di massima allerta quando le segnalazioni si moltiplicavano di volta in volta ho disposto dei servizi dinamici, ossia senza distogliere il personale dal compiti istituzionali, ho affidato loro il controllo di quelle zone che maggiormente erano interessate dalle segnalazioni del felino. Tutto si è sempre svolto all’interno dei turni di lavoro e non sono state pagate ore di straordinario in più per l’esclusiva  cattura del felino. Si sono effettuati solo uno o due interventi con l’ausilio di una dozzina  di uomini impegnati tutti insieme in azioni mirate alla cattura dell’animale”.

Ora, le ricerche da parte della Forestale continueranno o saranno sospese dal momento che non si hanno più notizie dell’animale?
“Continueremo ad intervenire ogni volta che arriverà una segnalazione”.

Pensa che la pantera possa essere ancora tra i boschi?
“Non so, non sono un veggente, ma un dirigente”