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Parla il procuratore Grasso

"Spatuzza è credibile
Messina Denaro non è il capo"


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, Cronaca
Per il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso  ''uno Stato che si definisca tale non può aver paura della verità. Accertata con le regole''. Grasso poi si è chiesto: ''Può uno Stato sopportare i misteri e i segreti? Penso di no''. Il procuratore antimafia, intervenuto ad un dibattito di ''Cortina incontra'' nel quale si è confrontato con il collega statunitense Richard Martin, procuratore dell'indagine ''Pizza connection'', ha sottolineato di tendere ''sempre alla ricerca della verità lo farò con tutte le mie forze - ha concluso - finché ne avrò".

 ''E' un falso giornalistico e mediatico che Spatuzza non sia stato creduto''. Lo ha detto, a Cortina d'Ampezzo, il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, a proposito del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza .Grasso, parlando al pubblico intervenuto a ''Cortina incontra'', ha sottolineato che Spatuzza è credibile. ''Dopo tanti anni, una persona che si sente macerata nella coscienza da un serie di verità di cui e' portatore, ha voluto parlare. Sono stato il primo ad ascoltarlo - ha ricordato Grasso - mi ha detto:  'Non posso piu' sopportare che ci siano tanti innocenti condannati e colpevoli che sono rimasti a piede libero, nemmeno sfiorati dalle indagini". Grasso ha ricordato che Spatuzza è sempre ''stato fermato dalla famiglia, per preservarla da possibili ritorsioni, perché continuavano a vivere a Brancaccio. Finalmente ha trovato il coraggio di dire 'Anche se la famiglia non mi segue non mi interessa niente. Abbandono mia moglie e mio figlio e voglio dire la verità. Il procuratore antimafia ha spiegato che Spatuzza ha fornito elementi di riscontro ''talmente concreti da non poter dubitare che non siano attendibili''. Grasso ha ricordato che Spatuzza gli aveva riferito che quando rubò l'auto che poi usò per la strage di via D'Amelio aveva un problema ai freni, e per questo la portò dal meccanico. ''Riscontrammo, nella perizia sull'auto - ha raccontato Grasso - che i ferodi erano nuovi. Solo lui lo sapeva e per questo è credibile. Inoltre Spatuzza ha riferito una frase che gli aveva riferito Giuseppe Graviano: l'unico che puo' smentire è solo quello che gliela ha detta''.

Per il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, i rischi di attentati da parte della mafia, come quelli di Firenze, di Capaci e di via d'Amelio, ''ci sono sempre, soprattutto in momenti di tensioni politiche''. ''Non dimentichiamo - ha ricordato Grasso - che nel '92 gli attentati sono avvenuti a ridosso di tangentopoli. Può esserci qualcuno che vuole approfittare del momento politico per dare uno scossone. Ho sempre interpretato queste cose - ha sottolineato Grasso - come una voglia di conservare più che destabilizzare il sistema''.

''Non considero Matteo Messina Denaro l'attuale capo di Cosa nostra'': è il pensiero del procuratore Antimafia Pietro Grasso, il quale ha ricordato che Cosa Nostra è un'organizzazione mafiosa ''che vede nella commissione provinciale di Palermo l'organismo direttivo''. Con l'arresto di Lo Piccolo, Provenzano e Riina, ha ricordato Grasso, ''non esiste più un vertice. C'è stato un tentativo dei 'reggenti' di costituire una sorte di commissione formale di quella che c'è in carcere ma è stata neutralizzata. Il fatto che ci sia un elemento di spicco - ho proseguito Grasso - latitante non significa attribuire a quest'ultimo un ruolo di capo dell'organizzazione".