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L'incontro

Silvio, ricominciamo?



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Oggi Gianfranco va da Silvio. E magari gli canterà quella vecchia canzone che Adriano Pappalardo urlava, fino a farsi gonfiare le vene del collo: ricominciamo? Sì, ricominciamo. Ma da dove? Il desiderio c'è, come abbiamo scritto. Ci sono inclinazioni caratteriali convergenti. E, nelle scelte degli uomini, il fattore emotivo conta. Ci mancherebbe. C'è anche la convenienza? Vediamo.

Gianfranco Miccichè ha capito che la prospettiva politica di Raffaele Lombardo è finita. Non è questione di quanto possa restare sulla scena il presidente. C'era il progetto del Partito del Sud, c'era un certo entusiasmo popolare. Sono cose che a Miccichè piacciono moltissimo. Lui - per marketing e personalità - ha bisogno di cavalcare una tigre che appaia nuova, anche se la tigre è un vecchio gatto circense. Ha bisogno di spazio per srotolare il suo carisma da mercante. E deve essere il numero uno. Tutti elementi che sono via via spariti. Nessuno parla più del Partito del Sud, giocattolo ormai ammaccato. Per questioni giudiziarie, ma di più per la stagnazione e per le difficoltà intrinseche, il governo Lombardo ha perso lo smalto e si trova impantanato in un Vietnam paludoso e instabile. Miccichè non metterà mai la firma sul possibile collasso, andrà via prima. Ecco perché c'è l'esigenza del ritorno alla "casa del padre". Oltretutto ciò permetterebbe di lucidare come argento di famiglia l'album delle fotografie del sessantuno a zero. Ti ricordi Silvio, quando vincevamo insieme? Ricominciamo?

A Miccichè conviene. E a Berlusconi? Re Silvio sta conoscendo un'altra parabola rischiosa e discendente. I suoi colonnelli nell'Isola hanno spesso compiuto pasticci. Il primo fra tutti: non avere dato a Gianfranco ciò che di Gianfranco forse era, con successiva rottura dei telefoni che tante tribolazioni portò. A conti fatti - non se ne dolgano gli altri - il cavallo migliore su cui puntare rimane sempre Miccichè. Tanti hanno esperienza e qualità politica. Ma Miccichè ha quella scintilla in più che lo rende forte nella comunicazione. Volete che Berlusconi non lo sappia. Ricominceranno? Pensiamo di sì, a meno di sfracelli che sempre possono accadere. Poi si vedrà qual è il conto e chi lo pagherà.