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L'attentato

"Gli devi bruciare il portone"


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arresti, blitz ficarazzi, carabinieri, Cronaca
Gli investigatori danno la caccia al latitante Antonino Lo Nigro, reggente della famiglia di Brancaccio, e si imbattono nel progetto di un attentato a scopo di estorsione intercettato "in diretta". E' un altro retroscena dell'operazione "Iron man", sfociata in otto ordini di custodia cautelare. I carabinieri imbottiscono di microspie un magazzino-rifugio di animali in via Leonardo da Vinci a Ficarazzi. Il 4 gennaio 2008 vengono intercettati Atanasio Alcamo e Placido Cacciatore. Il capo dà le direttive: "Eh, un'altra cosa, stasera... prendi... c'é un portone tutto grigio gli devi bruciare il portone. L'ultimo grigio, gli deve diventare irriconoscibile! Ti raccomando, hai capito?". "Sì, sì", annuisce Cacciatore. Vittima dell'avvertimento è un piccolo imprenditore edile di Ficarazzi. All'indomani della conversazione registrata, alle tre e mezza della notte, qualcuno appicca il fuoco al portone di un edificio in costruzione in via Ugo La Malfa. Un pneumatico cosparso di benzina e dato alle fiamme. L'imprenditore denuncia l'episodio ai carabinieri ai quali dice di avere chiesto tre preventivi per la fornitura degli infissi ad altrettante ditte artigiane, tra cui quella di Alcamo. Alla fine ha scelto quella che offre il prezzo migliore, escludendo Alcamo.