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L'intimidazione

Dalla parte di Vito Andrea,
dalla parte di suo padre


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ciancimino, vito andrea, Cronaca
(rp) Comunque la pensiate di Massimo Ciancimino jr, ora è il momento di stringersi accanto al piccolo Vito Andrea e a suo padre. Chi scrive non è esattamente un acritico interlocutore di Massimo. Eppure - a naso e di testa - ne siamo certi: mai immischierebbe suo figlio in un imbroglio per ricevere sostegno mediatico, in una simulazione di minaccia tanto atroce ed emotivamente costosa (lo specifichiamo, visto che già è in atto la corrosione sotterranea dei diffidenti di professione). Questione di amore e di onore. Dunque, quella busta minatoria è vera. Vera la lettera. Vero il proiettile. Vero lo sgomento.

Vera la viltà degli infami che chiamano gli altri "infami" per metterli al loro posto. Ne consegue una semplice deduzione: le dichiarazioni di Ciancimino jr bruciano. Non sappiamo a chi e perché. Innegabilmente bruciano.

Vito Andrea Ciancimino rischia di crescere male. Ha un nome e un cognome da zavorra, da assenza di respiro. Esordisce pubblicamente come destinatario di un proiettile di kalashnikov. Che adulto diventerà mai un bambino di cinque anni accompagnato dalla paura? Sarà timoroso, incattivito, sfiduciato, isolato? Seguirà l'ombra tortuosa del nonno - pur senza commetterne i reati - o l'altro, più complicato, sentiero? Penserà che il mondo è un affare di Cose Nostre e proiettili, o avrà più luce sul suo cammino? Si convincerà, strada facendo,  che è meglio trovarsi presto un clan di protezione, o vivrà da individuo libero?

Ecco perché dobbiamo stringerci accanto a lui e a suo padre, con la massima gradazione di calore,  per tentare di raddrizzare la storia e i suoi accordi sbagliati, mentre siamo in tempo. Vogliamo che un giorno qualcuno possa dire di un Vito Ciancimino, correggendo per sempre il senso comune del nome : "E' una persona coraggiosa e perbene".