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La Sicilia alla Biennale di architettura


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L'arte e l'architettura contemporanee per riqualificare e rilanciare, sul piano estetico e sociale, gli spazi urbani, anche e soprattutto quelli degradati delle periferie, provando a innestare su un linguaggio innovativo le peculiarità della identità della Sicilia, ricca di storia. E' questo lo spirito con cui la Sicilia è presente alla Biennale di architettura contemporanea di Venezia, all'interno del padiglione italiano.

Sabato 28 agosto, alla inaugurazione della Biennale, era presente anche l'assessore regionale dei Beni culturali, Gaetano Armao, insieme al direttore generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco. "La Regione - ha detto Armao, unico assessore dei Beni culturali di una regione europea presente al vernissage della mostra - ha scelto di puntare sull'architettura contemporanea. Sono gia' stati pubblicati i bandi, che scadranno a settembre, per finanziare con i fondi europei progetti finalizzati a restituire dignita' e vivibilita' alle nostre citta', anche attraverso il recupero delle cosiddette incompiute: strutture mai ultimate, che non e' conveniente abbattere e che potrebbero, grazie alla fantasia dei nostri architetti, diventare opere di arte contemporanea. In questo senso, e' importantissima la presenza alla Biennale di architetti siciliani come Marco Navarra, Santo Giunta, Francesco Librizzi, Vincenzo Latina ed Emanuele Fidone".

Navarra è presente, con i suoi progetti nelle tre sezioni in cui la mostra e' suddivisa. In quella dedicata al presente, "Laboratorio Italia", propone il progetto che riguarda Giampilieri, la borgata messinese colpita dalle frane del 2009. Un opera di recupero urbano che accomuna la Sicilia al Cile e ai progetti che il paese sudamericano ha proposto per la ricostruzione delle citta' devastate dal recente terremoto. Navarra e' presente anche nella sezione "Amnesia nel presente Italia 1990-2010", che guarda agli ultimi venti anni di storia dell'architettura italiana, con un progetto di un parco lineare, che va da Caltagirone a San Michele di Ganzaria, e nella sezione "Italia 2050", che guarda al futuro, con un'installazione per la produzione di energia diffusa e pulita dalle alghe.

Santo Giunta, nella sezione dedicata al presente, propone il progetto per la trasformazione di immobili confiscati alla mafia a Castelvetrano in uffici comunali.