Live Sicilia

Un proiettile per il piccolo Vito Andrea

Ciancimino jr, minacce al figlio
Lui crolla: "Vado via da Palermo"



massimo ciancimino, vitoandrea ciancimino, Cronaca
"Vado via. Hanno vinto loro. Esco di scena". Lascia Palermo in tutta fretta Massimo Ciancimino. Va via prima che il figlio Vito Andrea, che ha appena cinque anni, senta i telegiornali o colga le tensioni esplose dopo la lettera minatoria a lui indirizzata. Una decisione presa d'istinto dopo aver visto la busta col proiettile e le minacce al bambino che qualcuno ha messo nella cassetta delle lettere della sua casa palermitana senza che nessuno se ne accorgesse. "Fino a quando le intimidazioni erano rivolte a me - spiega il figlio dell'ex sindaco, che ormai da due anni racconta ai magistrati della trattativa tra la mafia e lo Stato all'epoca delle stragi del '92 - ero disposto a tollerare, ad andare avanti. Ma una vigliaccata simile nei confronti di un bimbo, che ha come unica colpa quella di portare il mio cognome, non posso tollerarla''. Nella missiva, recapitata nell'abitazione del figlio dell'ex sindaco mafioso, oltre a un proiettile di kalashnikov, c'era un biglietto con scritto: "Le colpe dei padri infami e traditori ricadranno sui figli. Lei e i suoi complici siete stati avvisati da troppo tempo. Lei e i suoi amici magistrati sarete la causa di tutto". La decisione di lasciare la città e "staccare con tutto", Massimo Ciancimino l'ha comunicata anche ai pm di Palermo con cui collabora. "Stamattina sono andato in Procura per sporgere denuncia - racconta - e ho detto ai magistrati che, almeno per un periodo, non renderò più dichiarazioni". Il desiderio di uscire di scena è tale che il testimone ha chiesto a Feltrinelli, la casa editrice che ha pubblicato il libro sul padre 'Don Vito', di ritirarlo dal mercato. " Così per un po' - spiega - non parteciperò a presentazioni, insomma, non si parlerà di me". "Poi vedremo - dice - quali ripercussioni ci saranno sulla mia sicurezza: io non sono come certi politici superblindati. Mi hanno dato un'auto mezza rotta e, come dimostrano tutte le intimidazioni subite, in casa mia chiunque entra ed esce come vuole". Non è la prima volta che il testimone è oggetto di minacce: nella casa di Bologna, in cui Ciancimino vive con la moglie e il figlio, più volte sono state recapitate lettere anonime. Alla notizia che solo due politici Leoluca Orlando e Beppe Lumia, entrambi del centrosinistra, gli abbiano manifestato solidarietà dopo le minacce, Ciancimino risponde amaro: "Mi pare evidente che la lotta alla mafia e la voglia di arrivare alla verità abbiano un chiaro colore politico".