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Villa Filippina

Sicilia e Cinema a Villa Filippina
In tre giorni più di 3mila persone


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Straordinario successo di pubblico quello registrato dalla rassegna cinematografica “Cinema Continente Sicilia”, inaugurata il 15 agosto presso il Gran Teatro di Villa Filippina (piazza San Francesco di Paola n. 18, Palermo). Circa 3.000 persone hanno assistito, tra il 15 e il 17 agosto, in una città quasi deserta per via dell’esodo vacanziero, alle proiezioni di “Rosso Malpelo”, capolavoro cinematografico di Pasquale Scimeca tratto da una novella di Verga, “La terramadre” del regista Nello La Marca e “I Vicerè”, lungometraggio firmato Roberto Faenza.
La rassegna, promossa dall’Associazione Villa Filippina e dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana in collaborazione con la Filmoteca Regionale Siciliana, si propone di raccontare attraverso cinque pellicole accuratamente selezionate l’autentica identità dei siciliani: le origini, la storia, i modi di vivere e di pensare, la passione, l’attaccamento alla terra e alle proprie radici.
“Cinema Continente Sicilia” prosegue il 22 e 23 agosto con le ultime 2 proiezioni.

Questo il programma:
-    domenica 22 agosto: “La siciliana ribelle” di Marco Amenta
-    lunedì 23 agosto: “Prove per una tragedia siciliana” di John Turturro e Roman Paska

Inizio spettacoli: Ore 21
Ingresso libero sino ad esaurimento posti
Info: tel. 091.6116565 – cell. 346.7216610

La siciliana ribelle (2008, 120’) di Marco Amenta
Nel novembre 1991 una ragazza di 17 anni si presenta al procuratore di Palermo per ribellarsi all’omertà, denunciando i sicari del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Il giudice diventa per lei una figura paterna, la protegge e la incoraggia. Rinnegata e minacciata dalla stessa famiglia e dal paese, abbandona la Sicilia e si trasferisce a Roma sotto falsa identità, consapevole di avere intrapreso una drammatica sfida.

Prove per una tragedia siciliana (2009, 77′) di John Turturro e Roman Paska

Una dichiarazione d’amore alla Sicilia. L’isola è vista attraverso lo sguardo lucido e affettuoso di un italo-americano che torna nella sua antica terra (i nonni materni di Turturro erano di Palermo e di Aragona, in provincia di Agrigento) per ritrovare le proprie radici e scoprirne tradizione e modernità. Una memoria ritrovata attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo, compiuto a ritroso rispetto a quello dei tanti siciliani emigrati nel ‘900.