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I funerali della bimba travolta da un'auto

L'addio di Palermo alla piccola Greta
La mamma: "Siamo in un abisso"


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funerali gemellini, greta longo, palermo, sicilia, Cronaca
Probabilmente a riassumere il senso di questo assolato pomeriggio di metà agosto sono le poche, lapidarie, parole di Laura Falcone: "Siamo in un abisso". La mamma di Greta Longo, la bimba di 8 mesi morta ieri mattina dopo essere stata travolta da un'auto in pieno centro a Palermo, assiste ai funerali di sua figlia, celebrati questo pomeriggio alla chiesa di San Giovanni dei Napoletani, aggrappandosi con tutte le sue forze al braccio del marito, Francesco.

Ma Laura Falcone non è una mamma come tutte le altre. Laura non può permettersi di sprofondare in quel baratro. Non può donare totalmente il suo cuore di mamma a questa sofferenza. Anche se il suo dolore è un fiume in piena. Lei non può cedere di schianto, lasciando che quell'onda anomala di una piccola bara bianca la travolga senza lasciarle scampo. Laura deve piangere la sua bimba con quel nome delicato, sì, ma deve anche saper trovare la forza per suo figlio Samuele; l'altro bimbo scampato miracolosamente a quello che più che un disegno del destino appare piuttosto un orrendo scarabocchio, che lotta ancora a Villa Sofia per affermare ancora una volta, nonostante tutto, la forza di un cuore che batte.

Le lacrime di Francesco e Laura Longo accompagnano l'intera cerimonia, quasi a sostenere i passi incerti di quella bimba, scandendo con leggeri sussulti l'omelia di padre Giacomo Ribaudo, che nel suo discorso definisce questo "il momento della rabbia e dello sdegno per una immane tragedia". Quella stessa rabbia e quello sdegno che portano Francesco Longo a sottolineare come sua "figlia sarà sepolta a Bari. Il sindaco ha dato la sua disponibilità per aiutarci in questo momento di terribile - afferma -. Lo stesso non è avvenuto a Palermo".

Un atteggiamento comprensibile da parte di un uomo straziato dal dolore, verso il quale tutto ciò che si può avere in animo adesso, è il regalo di un abbraccio. Forte e sincero. Un po' come avviene per quelli inizialmente respinti, che successivamente si sciolgono in una stretta forte e indissolubile. Perchè Palermo, quella vera, quella che sa ancora piangere, da ieri ha lacrime sincere per lui e per il suo piccolo angelo.