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Dopo il concerto a Campofelice

L'assessore Dalì contro i Litfiba:
"Hanno offeso i giovani siciliani"



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L'assessore provinciale alla Cultura e alle politiche giovanili di Palermo Eusebio Dalì commenta duramente la performance del gruppo rock Litfiba due sere fa a Campofelice di Roccella, che durante il concerto hanno espresso parole dure nei confronti del premier Silvio Berlusconi. "I Litfiba hanno offeso l'intelligenza dei giovani siciliani, almeno di quelli, e sono proprio tanti, che sanno ascoltare buona musica senza farsi fuorviare da squallidi messaggi populisti e demagogici. Parafrasando una loro canzone, li invito a non alimentare quell'ignoranza che uccide più della fame. Ha lanciato delle invettive contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - denuncia Dalì riferendosi al leader del gruppo Piero Pelù - accusando lui e i suoi più stretti collaboratori di collusione con la mafia, denigrando il popolo siciliano".
"Renzulli e Pelù sono venuti in Sicilia a fare propaganda politica - continua Dalì -, con la tipica presunzione di chi crede di essere depositario di verità assolute e per questo poter inveire contro tutto e tutti senza alcun freno inibitorio. L'essere acclamati ogni volta che si apre bocca - aggiunge - non giustifica gli eccessi verbali violenti che creano odio e divisioni. A Campofelice di Roccella io c'ero e non mi sembrava di stare ad un concerto - prosegue -, bensì a un processo di piazza sommario, a un pubblico linciaggio: è stato sconcertante assistere ai reiterati strali di Pelù, sconfortante vedere tanti giovani lasciarsi passivamente inglobare in una cultura dell'anti, senza senso e senza costrutto".
Dalì quindi si rivolte al sindaco del paese che ha ospitato il concerto: "Invito l'incolpevole sindaco Vasta e tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare più artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica, servendosi di quella potentissima arma che è la musica e la sua capacità di penetrare le giovani sensibilità, di formarle o di plagiarle a seconda dei casi. E invito i Litfiba a chiedere scusa alla Sicilia, ai siciliani che sono per la stragrande maggioranza persone oneste e libere - conclude l'assessore-, e fare solo e semplicemente musica, lasciando stare la volgare propaganda, che tocca temi e concetti che di fatto disconoscono".