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Succede a Catania

Il corpo della vittima non si trova
Ma viene arrestato per omicidio


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Catania, francesco montalto, ispettore di polizia, nicolae matei laurentiu, rumeno, sicilia, Cronaca
C'é il presunto assassino, anche se mancano il movente e il corpo della vittima. E' l'inconsueto caso del romeno Nicolae Matei Laurentiu, 35 anni, accusato ai avere ucciso nel dicembre del 2009 l'ex ispettore di polizia in pensione Francesco Montalto, 65 anni, il cui cadavere non è stato trovato. Ma il sangue dell'indagato, che era anche in possesso del cellulare del poliziotto, è stato trovato nell'auto della presunta vittima.

Nicolae Matei Laurentiu, è stato fermato nei giorni scorsi per omicidio volontario e occultamento di cadavere da agenti della squadra mobile di Catania e ieri il Gip ha convalidato il provvedimento e emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le indagini erano state avviate il 6 dicembre dalla polizia dopo la denuncia di scomparsa dell'ex ispettore: un uomo
definito dai familiari 'abitudinario' che però il giorno prima non era tornato a casa. Gli investigatori trovano la sua auto
abbandonata in contrada Rovittello di Giarre. Nella vettura la polizia scientifica scopre delle tracce di sangue di due uomini: della vittima e di uno sconosciuto. A gennaio il romeno è arrestato dalla polizia in esecuzione di un ordine di arresto internazionale emesso da giudici del suo paese per lesioni aggravate. Gli agenti scoprono che è in possesso del cellulare del pensionato, che lui afferma di avere in uso da ottobre.

La Procura di Catania dispone una comparazione del Dna e si accerta che sono sue le altre tracce di sangue trovate nell'auto dell'ex ispettore di polizia. Matei Laurentiu, che nel frattempo è stato scarcerato, è così fermato dalla polizia per omicidio volontario e occultamento di cadavere su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e dei sostituti Angelo Busacca e Alessandra Migliorini. Il Gip convalida il provvedimento anche in assenza del cadavere e le dichiarazioni di non colpevolezza rese dall'indagato in sede di interrogatorio. L'inchiesta resta indiziaria e in assenza di movente: neanche i familiari della vittima, che non conoscono il romeno, hanno saputo ipotizzare un possibile movente.