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Dopo il terremoto alle Eolie

La situazione è tranquilla
Ma è polemica sui divieti


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La terra si placa, ma a scuotere le Eolie questa volta sono le polemiche. A due giorni dalle due scosse di terremoto di magnitudo 4.5 e 2.3 che hanno colpito l'arcipelago senza provocare feriti o danni a strutture, fa discutere il mancato rispetto dei divieti per natanti e bagnanti in piccole calette di Lipari e Vulcano, alla base di dirupi scoscesi, comprese quelle dove ieri si sono verificati i crolli a Valle Muria e nei pressi della Grotta del Cavallo.
E' il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, a lanciare l'allarme dopo il sopralluogo a Lipari, che segue un incontro operativo in Municipio. "Mi pare che tutto sia sotto controllo - esordisce il sottosegretario - tutte le verifiche e le indagini sulla situazione sono già state avviate, ma - aggiunge - mi risulta che in alcune zone dove ci sono state le frane c'erano dei divieti di navigazione e balneazione che però non sono stati rispettati".
"La prima cosa da fare per la sicurezza - sottolinea Bertolaso - è osservare le norme per evitare rischi a turisti e bagnanti. Adesso vedremo come fare per applicare nel modo più pertinente questi divieti, che vanno fatti rispettare, altrimenti è inutile metterli. Ricordo a tutti che per una cosa del genere due ragazze sono morte a Ventotene. Ognuno deve fare il proprio dovere". Una frase che sembra mettere sotto accusa chi deve fare rispettare i divieti. Ma poi tocca con mano come sia difficile fermare chi viola queste disposizioni. Mentre si trova su una motovedetta della Capitaneria per un sopralluogo nelle zone interessate dagli smottamenti vede imbarcazioni e bagnanti sulla spiaggia attigua a quella di Praia Vinci, una delle 'cale' investite dalla frana. "Occorre insegnare alla persone ignoranti - commenta il sottosegretario - il rispetto delle regole, da subito". Regole non rispettate anche a Valle Muria, l'altra spiaggia di Lipari dove ieri si è sfiorata la tragedia, con decine di bagnanti costretti a lanciarsi in mare per sfuggire alla pioggia di massi e detriti. Nel pomeriggio di oggi altri pezzi del costone roccioso si staccano dalla parete. Una motovedetta dei carabinieri, che controlla la zona, nota i primi cedimenti e lancia l'allarme, facendo allontanare appena in tempo tutte le imbarcazioni presenti. Il nuovo smottamento è dovuto a una fase di assestamento della montagna, non a nuovi eventi sismici. Da ieri sera, infatti, non si registrano altre scosse. La notte è trascorsa tranquilla a Lipari e nel resto delle Eolie con 'struscio', musica per strada e gite notturne in barca. Per Bertolaso "l'emergenza sembra finire", si è passati a "uno stato di allerta, attenzione e monitoraggio". Ma le accuse del capo della Protezione Civile sui mancati controlli provocano anche "scosse" di natura politico-amministrativa. Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, si difende sottolineando che "i divieti ci sono, ma che qualcuno non li ha fatti rispettare". E l'ammiraglio Domenico De Michelis, comandante del dipartimento marittimo della Sicilia orientale, chiamato indirettamente in causa, definisce le dichiarazioni del responsabile della Protezione Civile come "uno stimolo, un pungolo a incrementare" i controlli in mare. Anche l'assessore al Turismo della Sicilia, Nino Strano, assicura che la Regione sosterrà Bertolaso nella sua battaglia per fare rispettare i divieti, ma nello stesso tempo non nasconde la sua preoccupazione per i contraccolpi all'immagine delle Eolie: "Interverremo con uno sforzo particolare - annuncia - per garantire che non si allontanino quei flussi turistici che avevano cominciato a dare segni di ripresa".