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Il presidente di Confindustria Sicilia

I tagli non spaventano Lo Bello:
"L'impatto sarà forte, ma necessario"


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I possibili disagi ad alcuni settori-traino dell'economia siciliana come Agricoltura e Industria, paventati dal vicepresidente della Regione Michele Cimino, derivanti dalla manovra nazionale, non spaventano al contrario il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. "La manovra nazionale avrà un indubbiamente un impatto forte sul bilancio regionale - dichiara Lo Bello-. Forte ma necessario. I tagli incideranno infatti su un sistema ormai troppo ingessato da spese correnti eccessive e spesso inutili. La Regione, al punto in cui è, non può permettersi più sprechi finanziari come quelli dei corsi di formazione che non formano nessuno. Il rilancio dell'economia e del bilancio dell'isola può avvenire attraverso il contenimento della spesa".
Una cura necessaria, insomma, che si inserisce in un progetto più ampio. Nuovo. E in cui ciascuno sarà chiamato a compiere quel quid necessario per trarre fuori da un ambiente fin troppo stagnante l'economia siciliana. "Dobbiamo riuscire a sfruttare al meglio i vantaggi che derivano dalla permanenza sul territorio - prosegue Lo Bello -, dei capitali derivanti dal gettito delle grandi imposte regionali, capendo che adesso se la Sicilia non cresce, non aumenteranno nemmeno i benefici".
I punti su cui il governo regionale dovrà intervenire efficacemente, risolvendone gli ormai atavici problemi sono, secondo il presidente di Confindustria Sicilia, sono due: "Innanzitutto bisognerà semplificare una volta per tutte il sistema gestionale della cosa pubblica - dice Lo Bello -. Troppo spesso ormai chi decide di fare impresa si trova a fare i conti con una burocrazia lenta e macchinosa, che incide negativamente sull'economia regionale, più di un taglio delle risorse. Poi, naturalmente, serve un maggior investimento su quelli che sono i come le infrastrutture, le risorse umane e materiali. Per farlo, ad esempio, occorrerebbe una più oculata attribuzione dei fondi comunitari, destinandoli soprattutto sui grandi assi del'economia regionale".
L'eventuale restringimento della cinghia quindi non spaventa Lo Bello, che ripone la sua fiducia soprattutto nella volontà degli imprenditori siciliani di traghettare al più presto le proprie aziende fuori dalla crisi: "Bisogna spogliarsi dal concetto che più risorse si investono, migliore sarà il risultato dell'azienda - conclude - spesso non si ha bisogno di grandi denari, servono piuttosto che vengano adottare strategie intelligenti".