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L'attacco al presidente del Senato

Il Fatto Quotidiano rincara la dose:
"Schifani fu indagato per mafia"



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Si rinnova anche oggi l'attacco lanciato ieri dal giornale Il Fatto Quotidiano nei confronti del presidente del Senato Renato Schifani. Il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, oggi riferisce di quando nel 1996, quando la seconda carica dello Stato, fu indagato per una decina di reati, tra cui l'associazione mafiosa, dalla procura di Palermo. Un episodio che si concluse nel 2002 con l'archiviazione. A citare il nome di Schifani, stavolta, fu un altro pentito, Salvatore Lanzalaco, ingegnere vicino al boss Salvatore Siino, per il quale curava la gestione degli illeciti connessi agli appalti pubblici.

Lanzalaco citò Schifani, all'epoca ancora semplice cassazionista, nell'ambito della spartizione di lavori di metanizzazione di Palermo, per un valore di 140 miliardi di vecchie lire, affidati ad un gruppo di Milano, la Saipem. Il pentito parlò di un accordo in base al quale le aziende del nord avrebbero dovuto versare una cifra pari all'1,5% nelle casse della mafia. Soldi che non furono versati dall'impresa e che costrinse Linzalaco a volare a Parma - sede di una delle società incaricate di effettuare i lavori - e parlare direttamente della questione con i titolari. "Mi presentarono - disse il pentito ai magistrati palermitani - tale avvocato Schifani Renato, esperto del ramo". "Lo Schifani era a conoscenza di tutte le fasi illecite di gestione della gara, e mi risulta che fosse molto inserito tra i consulenti del Comune di Palermo".