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Sindacati in agitazione
"in Sicilia sistema ingovernabile"


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agitazione, sanità, sicilia, sindacati, Cronaca, Politica
I sindacati della dirigenza medica (Anaao Assomed, Cimo asmed, Aaroi-emac, Cgil Medici, Anpo Ascoti Fials, Fvm, Fesmed, Uil Medici) hanno indetto lo stato di agitazione e invitato le segreterie territoriali a sospendere i tavoli tecnici con le aziende sanitarie come forma di protesta contro il decreto emanato dall'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo relativo alle dotazioni organiche aziendali. Per i sindacati, infatti, l'assessore "non ha tenuto conto delle osservazioni e dei rilievi formulati dai sindacati ma ha invece emanato un decreto già pubblicato il 13 agosto scorso". Per i sindacati "quanto avvenuto lede i diritti sindacali e dei lavoratori e renderà ingovernabile il sistema sanitario siciliano con gravi ripercussioni sull'assistenza ai cittadini: chiusura di reparti ospedalieri per carenza di personale o loro malfunzionamento in assenza di un progetto di assistenza territoriale adeguata". I sindacati lanciano l'allarme "a tutte le istituzioni, commissioni di Camera e Senato e VI commissione dell'Ars sottolineando che con l'adozione del decreto non soltanto non si potranno effettuare nuove assunzioni ma saranno necessari drastiche riduzioni di personale".

"Il decreto del 13 agosto contenente le linee guida per la determinazione delle dotazioni organiche rende ingovernabile il sistema sanitario siciliano e ha gravi ripercussioni sui cittadini per la possibile chiusura di molti reparti ospedalieri per il malfunzionamento di molte strutture, per mancanza di personale e in assenza di un progetto compiuto di assistenza territoriale". Dichiarano in una nota congiunta Michele Palazzotto Segretario Generale Fp-Cgil e Renato Costa Segretario Regionale Cgil Medici, dopo la sospensione delle relazioni sindacali con l'assessore alla salute e la proclamazione dello stato di agitazione.

"Il provvedimento, che conferma l'impostazione politica di Lombardo e dell'assessore Russo - proseguono i due esponenti della Cgil - non mette al centro i bisogni dei cittadini, ma soltanto tagli indiscriminati che non garantiscono i livelli minimi di assistenza delle strutture sanitarie, non migliorano la qualità dei servizi e non promuovono appropriatezza delle prestazioni".

Per la Cgil "di fatto è cominciata la propaganda elettorale di Russo e Lombardo con l'annuncio di bandire concorsi per l'assunzione di 2900 unità di personale (con questo decreto non si possono effettuare nuove assunzioni, ma saranno necessaria drastiche riduzioni di personale) e di attivare nuove procedure per la scelta dei primari, tutto ciò in contrasto con le disposizioni finanziarie nazionali vigenti, violando le norme contrattuali con la decurtazione del 5% dello stipendio di risultato dei fondi aziendali".

"Pertanto invitiamo - concludono Palazzotto e Costa - gli operatori della sanità siciliana alla mobilitazione e le commissioni di Camera e Senato e la stessa commissione Ars a vigilare affinché la sanità siciliana non sia resa ingovernabile e vengano assicurati i livelli minimi di assistenza per i cittadini siciliani".