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A Palma di Montechiaro, nell'Agrigentino

Via il crocifisso dall'aula,
scatta la polemica


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aula, crocisfisso, Palma di Montechiaro, Cronaca
A Palma di Montechiaro, nell'Agrigentino, in tema di iconografia sacra, la pensano alla maniera del parlamento di Strasburgo. Niente crocefisso nell'aula consiliare. Una decisione presa dall'oggi al domani, senza che si sia saputo, concretamente, chi - persona o gruppo politico - abbia scelto di rimuovere a sacra icona, che controllava dall'alto l'assise cittadina. Bastano un paio di giorni, però, per fare scoppiare il caso.

Salvatore Montalto, consigliere comunale eletto tra le file del Mpa va su tutte le furie. Non si accontenta di esternare il dissenso a parole, ma scrive due lettere ufficiali, con tanto di numero di protocollo: una al sindaco, Rosario Bonfanti, l'altra al presidente del consesso, Angelo Romano. "Il crocefisso deve tornare". E' questo il nodo della questione. Poi Montalto aggiunge: "mi batto affinché sia ripristinata la presenza del crocifisso nell’aula consiliare perché la civiltà occidentale affonda le sue radici nel cristianesimo e da esso trae fede e linfa per la sua educazione spirituale”.

L'affair dura una manciata di giorni, quelli che servono per rinverdire le giornate d'agosto dell'assise. Il consigliere Montalto è accontentato, parola di sindaco che dice sì: "il crocefisso può tornare". E' lo stesso consigliere, però, che si premura di andarne a comprare uno, di legno, non troppo vistoso e di collocarlo al solito posto. Qualcuno dei politici locali sussurra: e se ora si risentisse il presidente?

Effettivamente, l'arredo e le decisioni relative al consiglio comunale, spettano sempre a chi lo presiede. Forse, in questo caso, visto il coinvolgimento dei "piani alti", sarà fatta un'eccezione. La gente comune sorride e ironizza: "per anni la maggioranza è stata di sinistra e il crocefisso è stato sempre al suo posto. A giugno abbiamo eletto il centro destra ed è sparito il crocefisso. La religione e la politica non sono più quelle di una volta".