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La protesta per i tagli alla scuola

Sciopero della fame, precario finisce
in ospedale e sospende il digiuno


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Pietro Di Grusa, uno dei tre precari della scuola in sciopero della fame da due settimane, e' stato trasportato stamattina nell'ospedale di Villa Sofia per un malore. L'uomo e' cardiopatico e da quando ha cominciato lo sciopero ha interrotto la terapia farmacologica. In ospedale i medici gli hanno somministrato farmaci attraverso flebo. I figli del precario sono accorsi nel nosocomio, chiedendo al padre di interrompere lo sciopero della fama. ''Mi hanno abbracciato e supplicato - racconta Di Grusa - Mi hanno detto: Non ci serve un padre morto, ma un padre vivo, anche se povero, e dignitoso''. L'uomo e' stato dimesso nel pomeriggio, adesso si trova a casa e ha sospeso il digiuno, anche su suggerimento dei sanitari. ''I miei figli mi chiedono di non scherzare con la vita - Continuero' la protesta in altro modo, da stasera riprendero' ad alimentarmi e a sottopormi alla terapia. Proseguiro' la lotta sotto altre forme''.

Pietro Di Grusa, collaboratore scolastico precario da 25 anni, ha perso il lavoro un anno e mezzo fa. ''Credo nello Stato e nella Costituzione - aggiunge Di Grusa - ma dubito che il governo di Roma possa fare qualcosa. Mi rivolgo alla Regione siciliana nella speranza che possa aiutarci''. ''Siamo partiti senza bandiere ne' politiche ne' sindacati - conclude Di Grusa - per difendere il posto di lavoro, per questo mi auguro che la nostra protesta non venga strumentalizzata''.