Live Sicilia

Lite in sala parto, tutte le forze in campo

Cinque indagati: i medici
e il primario del reparto


VOTA
0/5
0 voti

antonio de vivo, domenico granese, lite sala parto, policlinico messina, vincenzo benedetto, Cronaca
La Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati i due ginecologi protagonisti della lite nella sala parto del Policlinico, Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto, e il responsabile dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia, il professor Domenico Granese.

Oltre ai due ginecologi che hanno litigato e al direttore dell'unità operativa di ostetricia, i carabinieri hanno notificato altri due avvisi di garanzia, probabilmente, agli altri due medici che hanno poi operato la donna. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di lesioni personali colpose e omissioni.


Già stamane i carabinieri che svolgono le indagini, coordinate dal pm Francesca Rende, hanno acquisito la cartella clinica della donna e altri documenti. Poi hanno interrogato medici e personale sanitario del reparto di ginecologia e ostetricia che hanno confermato come i due medici autori della lite avevano ruggini datate, dissidi sulle attività che entrambi svolgono da privati.

Secondo la loro ricostruzione la lite sarebbe scoppiata perché il ginecologo di fiducia della paziente, Antonio De Vivo, avrebbe cominciato l'intervento sulla sua assistita senza avvertire il collega di turno più anziano, Vincenzo Benedetto. Ascoltando infermieri, medici e altro personale sanitario, i carabinieri hanno accertato che Antonio De Vivo, assegnista del Policlinico, ha uno studio medico in via Ugo Bassi con strutture all'avanguardia, tra le quali una macchina che effettua esami in 3D, molto frequentato da donne in gravidanza proprio per la tecnologia a disposizione. L'altro medico strutturato del Policlinico, Vincenzo Benedetto, invece ha uno studio in via Garibaldi.

Vincenzo Benedetto ha smentito la ricostruzioneVincenzo Di Vivo, il ginecologo di fiducia della donna, ha negato a sua volta.

Ma sulla vicenda del policlinico di Messina si sono mossi anche la commissione parlamentare sul servizio sanitario nazionale, lo stesso policlinico e l'ordine dei medici.

In città sono arrivati i carabinieri del Nas su disposizione della commissione nazionale di inchiesta sul servizio sanitario nazionale. "In genere con la Commissione affrontiamo temi di carattere generale, ma in questo caso ci troviamo di fronte a un fatto eclatante" ha detto Ignazio Marino, presidente dell'organo parlamentare.

Il direttore generale del Policlinico di Messina,
Giuseppe Pecoraro, ammette i "problemi" del reparto e promette provvedimenti seri. ''L'azienda sta verificando attraverso una propria commissione di indagine lo svolgimento dei fatti - ha dichiarato -domani adotteremo gli atti necessari per fare fronte a una situazione brutta ed esecrabile. Non escludiamo provvedimenti severi. Questo purtroppo - ha aggiunto Pecoraro - è uno dei reparti che ha dei problemi perché l'organizzazione non è la migliore che ci possa essere''.

Infine l'ordine dei medici, stimolato anche dal presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha parlato di "un fatto gravissimo, certamente deplorevole sia da un punto di vista etico che deontologico" per voce di Toti Amato, presidente dell'Ordine dei medici di Sicilia. Che aggiunge: "Eventuali provvedimenti sanzionatori saranno intrapresi dall'ordine di appartenenza dei due ginecologi protagonisti della vicenda''.

Così Giacomo Caudo, presidente dell'ordine provinciale, ha assicurato una"punizione giusta" non "sull'onda dell'emotività".