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L'associazione vittime di via Georgofili

"Dare subito protezione a Spatuzza"


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"Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre procure e dalla procura nazionale antimafia, ha il nostro pieno sostegno, affinché gli sia concessa subito la protezione cui ha diritto". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, nel 1993. "Ribadiamo oggi questo concetto - prosegue - mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al Tar del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali non vogliamo entrare ma che comunque ci lasciano perplessi". Maggiani Chelli evidenzia comunque che "il sottosegretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia. Non comprendiamo perché il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un decreto più che rapido a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, come successe quando fu necessario emettere un decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l'ergastolo a Riina". Gaspare Spatuzza, ricorda l'associazione, "a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti. Sa benissimo chi gli ha dato quell'ordine e non può non conoscere gravi indizi che portano a chi ha concorso nella strage dall'esterno di Cosa nostra". Giovanna Maggiani Chelli ha anche affermato che "stiamo andando verso un processo a Tagliavia (Francesco Tagliavia, 56 anni, nuovo indagato nell'inchiesta sugli attentati del '93 a Firenze, Roma e Milano, ndr) in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia. Sarebbe gravissimo dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono