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La spaccatura centrista

Mannino tuona contro Casini:
"Si comporta come il padrone dell'Udc"


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casini, mannino, udc, Politica
"Casini si comporta come se fosse il padrone dell'Udc". Lo dice, in un'intervista al Secolo XIX, il deputato siciliano del partito centrista Calogero Mannino, a proposito del botta e risposta fra l'ex presidente della Camera e alcuni parlamentari siciliani sull'appoggio al governo Berlusconi e sull'ingresso nella giunta Lombardo in Sicilia. "Casini ci dice 'andate via' - aggiunge - ci caccia comportandosi non come un leader". "Noi - dice Mannino - abbiamo chiesto la convocazione dei gruppi e del Consiglio nazionale per fare chiarezza prima del voto in aula sul discorso del presidente del Consiglio, ma ad oggi non mi risulta che ci sia nessuna convocazione. Ci siamo ritrovati nella situazione singolare di non poter neanche intervenire alla festa dell'Udc di Chianciano perché la linea politica era stata tutta preordinata in una sola direzione: la linea imposta da Casini e fondata su una convinzione errata", ovvero quella che "Fini avrebbe aperto la crisi e che quindi sarebbe stato possibile ribaltare Berlusconi".

 Il 28 settembre, quando il premier esporrà il suo programma alle Camere, annuncia l'ex ministro democristiano, "se le dichiarazioni ci convinceranno, le voteremo, forse non tutte". "Al contrario di Casini - rimarca - non ho incontrato Berlusconi, non lo conosco, non ho mai parlato con lui: non c'é stata nessuna trattativa".

"Tutti i siciliani devono essere offesi con Casini perché tutti hanno concorso a costruire l'Udc e a fare le scelte difficili. Quando Berlusconi ha organizzato la manifestazione a piazza San Giovanni, l'Udc siciliana ne ha fatta una a Palermo. Questa è la risposta che Casini ha dato a Berlusconi e la poteva dare perché la Sicilia glielo consentiva". Lo ha aggiunto, rispetto all'intervista, Calogero Mannino, senatore dell'Udc, a margine della celebrazione della Messa in occasione della festa di San Matteo, patrono della Guardia di Finanza, che si è svolta alla parrocchia San Mamiliano a Palermo. Mannino ha risposto così alle parole del segretario dell'Udc, Pier Ferdinando Casini che ieri aveva riferito di "sentirsi umiliato" dal sentir dire a Berlusconi di aver avuto contatti con i parlamentari dell'Udc eletti in Sicilia. "Casini ha avuto degli sbandamenti negli ultimi mesi sul piano umano - ha proseguito Mannino -. Si è allontanato dalla Sicilia da quando Cuffaro è stato condannato in appello. Noi portiamo il dolore di questa condanna, che non è tuttavia definitiva. Casini in primo grado era stato garantista, quando é arrivata la sentenza di secondo grado avrebbe dovuto, invece di attaccarlo, apprezzare il gesto che con molta responsabilità Cuffaro ha fatto dimettendosi dalle cariche di partito". "La condanna di Cuffaro senza dubbio è una ferita ma le ferite si curano - ha concluso Mannino -. Casini invece, con un senso opportunistico che ha del cinico, ha preso le distanze non solo da Cuffaro ma anche dall'Udc siciliano".