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Miccichè molla un ceffone:
"Gli sconfitti sono tanti"


Miccichè alla riscossa. Sul suo blog un redazionale non firmato evidentemente vicino al suo pensiero. Eccolo. "La politica siciliana si accinge a scrivere una delle pagine più tristi della storia democratica di questa regione e di questo Paese: la volontà del popolo siciliano sta per essere completamente ribaltata!


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Miccichè alla riscossa. Sul suo blog un redazionale non firmato evidentemente vicino al suo pensiero.
Eccolo. "La politica siciliana si accinge a scrivere una delle pagine più tristi della storia democratica di questa regione e di questo Paese: la volontà del popolo siciliano sta per essere completamente ribaltata! Detta in termini “meno politichesi” (che rischiano ormai di pedere valore sostanziale e divenir pura semantica): la volontà dell’unico soggetto (demos) che detiene legittimamente il potere (cratos) sta per essere disattesa, sta per essere cestinata come carta che si è prima masticata un pò sotto aguzzi denti (dalle nostre parti si chiamano scaglioni), sta per essere calpestata dal cratos di pseudo autonomisti iper autonomi, transfughi del bipolarismo e rinnegati dell’ultima ora. I politologi greci forse la chiamerebbero oclocrazia (magari non nel senso più strettamente “polibiano” del termine, però qui, in effetti, ci si sente in mano a una massa di …); e probabilmente s’indignerebbero nel vedere la loro Isola passare sotto i ferri dell’anarchia.

Sì, perchè a questo rischia di portare il quarto governo siciliano di Centrosinistra: all’anarchia totale; alla perdita di ogni punto di riferimento, ideale e politico, ma soprattutto amministrativo (gli uffici cambiano e si rinnovano quasi alla stessa velocità delle stagioni) ; alla confusione generata dall’incertezza di un quadro politico sconvolto, incancrenito dalla metastasi del trasformismo. Con buona pace del programma di governo, che il Pd, a rigor di logica (e coerenza), non potrà accettare di realizzare in toto, avendolo fermamente contrastato in campagna elettorale. A meno che non si sia deciso a giocarsi il polmone del suo elettorato, pur di respirare qualche boccata malsana di finto ed estemporaneo potere. Ma del resto, da un partito che accetterà di sedere alla stesso tavolo governativo in cui siede quel Armao che pochi mesi fa (mica al tempo di Sparta e Atene) aveva sfiduciato per presunto conflitto d’interessi ci si può aspettare di tutto …

L’ora x sembra ormai vicina! X come pareggio. Perchè, al di là di analisi poco approfondite da parte di quotidiani on line, che hanno scelto di pagar dazio alla lucidità pur di fare sensazione e aumentare i click, in questa partita da undici contro undici e senza arbitro (espulso), non ci sono nè vincitori, nè vinti. Ci sono uomini e leaders responsabili, che abbandonano il potere pur di mantenersi leali e coerenti con gli elettori e uomini e leaderotti che il potere se lo tengono ben stretto e se ne fregano di chi di quel potere si è temporaneamente spogliato per demandarlo a loro … è la democrazia bellezza! (qualcuno lo spieghi a Casini, please).

Nè vincitori, nè vinti, dunque, ma solo politici responsabili e politici di professione. Nè vincitori, nè vinti! Ma un solo sicuro sconfitto. Anzi, no! Non uno solo, bensì quasi due milioni: quelli che due anni fa (mica ai tempi di Sparta e Atene) hanno votato per un governatore e per un governo di Centrodestra. Manca poco ormai all’ora X e quando essa scoccherà il Marchese del Grillo che c’è in ognuno di noi potrà dire: è morta la politica!".

LA NOTA DI LIVESICILIA
Noi abbiamo pubblicato un pezzo su Miccichè dal titolo "Il grande sconfitto
". Se il suo blog si riferisce a noi quando parla: "Di analisi poco approfondite da parte di quotidiani on line, che hanno scelto di pagar dazio alla lucidità pur di fare sensazione e aumentare i click, in questa partita da undici contro undici e senza arbitro (espulso), non ci sono nè vincitori, nè vinti", siamo onorati, altrimenti sai che cocente delusione. Ai margini ci permettiamo di dirlo: mica è una nostra fantasia. Miccichè è lo sconfitto per eccellenza a parere di molti (guardino pure i commenti), uno che è rimasto vittima del suo stesso gioco. Capiamo, certo, il bruciore di stomaco. Anzi, solidarizziamo col gastroenterologo che dovrà curarlo. (rp)