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Due assessori in bilico, arriva Salerno?

Il governo perde già pezzi



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Già al battesimo il Lombardo quater perde qualche pezzo. Stamattina a Palazzo d’Orleans il governatore si presenta con sette assessori su dodici. Tre sono fuori Palermo, spiega lui, ossia Pier Carmelo Russo, Elio D’Antrassi e Uccio Missineo (e non Messineo, come si ostina a chiamarlo Lombardo, che ha rivelato: “Mi ha mandato un messaggino dalla Cambogia dove è andato a fare una cosa enorme: adottare un bambino”). Per gli altri due, ossia per i finiani, ci sono  problemi, come ampiamente previsto (e scritto da Livesicilia). Lombardo spiega: “C’è un problema tecnico che riguarda la possibilità dei dirigenti generali di tornare al loro posto dopo l’esperienza da assessore. Stiamo approfondendo la questione”. Una questione controversa, in verità. Qualcuno ritiene che non sussista "il problema tecnico" e che il dato sia solo politico. I due, guarda caso, sono Gian Maria Sparma e Letizia Di Liberti, il tandem offerto da Lombardo ai finiani, malgrado la richiesta di Fli di riconfermare Nino Strano. Dopo i mal di pancia di ieri, quindi, si riapre la trattativa tra Lombardo e i finiani, e i più scommettono che alla fine Sparma diventerà assessore, mentre la Di Liberti, che è direttore generale interno, resterà al suo posto di superburocrate e sarà sostituita in giunta probabilmente da Marco Salerno, vicino a Fabio Granata.

C’erano invece due new entries, Andrea Piraino, il docente universitario che è stato indicato a Lombardo da Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, e Giosuè Marino, l’ex prefetto di Palermo, commissario antiracket, che Lombardo piazzerà all’Energia per portare avanti un lavoro all’insegna della trasparenza, in un ambito, quello dei rifiuti, dove gli appetiti delle cosche sono ormai cosa nota. Marino, indicato dal Pd, ha rivelato di avere riflettuto 48 ore prima di accettare. Piraino, in gessato blu, ha glissato sulla sua delega: logica vorrebbe che un docente di diritto degli Enti locali finisca all’assessorato agli Enti locali, ma stamattina Lombardo ha detto che gli uscenti saranno confermati al loro posto, tranne Armao che passerà all’Economia (e già domani sarà a Roma con il governatore a parlare di federalismo fiscale). Ma poiché tra gli uscenti c’è anche Pier Carmelo Russo, che lascerà il posto a Marino, è possibile una rotazione anche per la Chinnici, che lascerebbe gli Enti locali a Piraino per andare altrove. L’Agricoltura spetterà a D’Antrassi, esperto di commercializzazione di prodotti agricoli, vicinissimo da molto anni a Lombardo. Missineo, amico di lunga data del rutelliano Mario Bonomo, da esperto di marketing andrà quasi certamente ai Beni culturali al posto di Armao, o al Turismo. Il quadro completo delle deleghe - con  Massimo Russo in pole position per la vicepresidenza - sarà comunicato all’Ars da Lombardo martedì prossimo.

Il governatore dal canto suo ha ribadito le accuse di “ribaltonismo” al Pdl e all’Udc filoberlusconiano: “Hanno ribaltato il loro impegno con gli elettori, sganciandosi”. Quanto ai numeri del governo, “si vedranno in Aula, con chi ci sta”, ripete Lombardo, che glissa sulla nascita del terzo polo (“è una questione nazionale”).