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La denuncia

"A Palermo scuole a rischio"


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Davide Faraone, palermo, protezione civile, scuole, Cronaca, Palermo
C'è un dossier, una mappatura degli edifici scolastici, che la protezione civile ha iniziato a stilare nel 2006.  "E' l'ultimo che è stato prodotto. Queste analisi compiute dalla  Protezione civile, sono state commissionate dal Comune di Palermo, in seguito alla richiesta del Ministero della Pubblica Istruzione. L'ultima scheda è arrivata l'anno scorso",  spiega Davide Faraone, consigliere comunale Pd.
Secondo questo rapporto, nel capoluogo siciliano, due scuole su tre risultano non idonee alle normative antisismiche. Realizzate tra il 1935 e il 1970,  queste presentavano problematiche strutturali a rischio sicurezza.

Nel quadro che delineò la Protezione Civile comparivano locali umidi con presenza di infiltrazioni, come al il DDS Giotto del quartiere Malaspina. In alcuni casi l'acqua piovana aveva provocato il distacco dell'intonaco, per esempio all'Iistituto Abba dell'Arenella e la scuola elementare Garzilli di via Isonzo. Anche le acque nere  creavano problemi, almeno in due scuole: al Plesso Rodari di Marinella e al Plesso Don Milani di Sferracavallo. Per il primo, i tecnici constatarono anche la scarsa qualità del cemento armato con cui l'edificio  era stato sostruito, del secondo invece, vollero precisarne il sito: gli scantinati di un'abitazione civile. Pavimenti distaccati e sanitari divelti furono trovati all' SMS Dante Alighieri, di via Ruggero Marturano. Infine, più che un plesso didattico, il Tomaselli di via Abruzzi, doveva somigliare a una trappola: impianto elettrico non a norma, assenza di uscite di emergenza e di scala antincendio.

Un ultimo aggiornamento è stato poi compiuto in data marzo 2010: un intero piano risultava chiuso al plesso D'Acquisto dell' I.C. Nuccio, al plesso Serpotta dell'I.C. Federico II e sotto la  Direzione Didattica Oberdan, il Plesso Angelo Custode. Chiuse totalmente invece almeno sei strutture situate nei vari angoli della città, come Borgo Nuovo, Partanna, Arenella e San Erasmo.
"In una riunione il sindaco ha detto che avrebbe stanziato un milione e mezzo di euro. Ma questi soldi possono riuscire a sistemare solamente alcune fesserie", continua il consigliere Faraone.

E come spiega Antonella Monastra, consigliere di Un'Altra Storia, dal Comune quest'anno non dovrebbero arrivare altri aiuti: "L'ufficio per l'edilizia scolastica aveva richiesto 2 milioni di euro e altri 250 mila in una tranche più piccola. Ma non gli hanno dato una lira".