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Il Pd con Lombardo. E la Borsellino nicchia

Ma perché non parla?



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Coltivo orgogliosamente un rapporto di affettuosa cordialità e stima con Rita Borsellino. Ma il mestiere mi impone di dirlo al lettore: in questa vicenda del Pd che ha smarrito se stesso alla corte di Raffaele Lombardo, gravissimo è il peccato di omissione di chi è latore di un cognome e di un'identità da sempre garanti di etica e pulizia.

Rita Borsellino non ha meritato la stima mia e di altri solo per il cognome, quello stesso cognome che l'ha resa facile oggetto di lapidazione da parte di implacabili talebani accusatori. Conosciamo il ritornello: ha sfruttato la memoria di Paolo. Curiosa morale quella di chi tutto sommato tollera inquisiti e condannati nelle istituzioni, ma le vittime di mafia proprio no. La signora dai capelli bianchi della sinistra siciliana ha sensibilità e coscienza in abbondanza: ingredienti rari nel nostro calderone politico. Ha identità e forza. Non è giusto, per la sua dimensione personale, che si cerchi di appenderla alla definizione del manuale dei cinici: "sorella del noto magistrato ucciso".

Proprio per questo, il suo silenzio risulta scarsamente comprensibile, come un'ingiuria volontaria alla verità. E quando l'assenza è stato interrotta dalle parole, i comunicati hanno spalmato parole mosce,  aggettivi pensosi per una posizione di cautela e di retroguardia. Ieri l'ultima Ansa sulla situazione del Pd che la signora ha definito: "Complessa. Un giorno i democratici si alleano con la Lega, poi si alleano con Lombardo, poi con Storace, è un gran pastrocchio e io non sono favorevole ai miscugli''.

D'accordo, allora ci sarebbero altre strade per ruggire il proprio dissenso. Davvero non c'è nulla da aggiungere sul voto in direzione regionale pidina di ieri? Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo (in ordine di importanza) saranno anche dei formidabili strateghi. Tuttavia, abbiamo un'impressione: l'alleanza con l'ex nemico Lombardo porterà probabili vantaggi tattici, ma è più probabile che si risolva in uno tsunami. Gli elettori capiranno la giravolta? C'è il rischio di no. E quando gli elettori non capiscono si arrabbiano. Cancellano un'intera storia con un gesto.

Nel marasma, dunque Rita Borsellino tace, o si pronuncia con voce troppo flebile. Comprendiamo le ragioni di discrezione e la preoccupazione di chi non vuole spaccare una comunità. Motivazioni di solito nobili che, in alcuni momenti, diventano involontaria ignavia e concorso di colpa. La crisi morde, la gente è stanca e sta perdendo gli ultimi scampoli di fiducia in un'azione politica onesta e trasparente. Possibile che la situazione risulti appena appena "complessa"? Possibile che non ci sia da dire (e scrivere) qualcosa di più?