Live Sicilia

Lettera a Livesicilia

Rita Borsellino ci risponde:
"Non sono stata zitta"



ars, governo, rita borsellino, Politica
Caro Roberto Puglisi,
stamane ho letto con un certo stupore il suo editoriale dal titolo “Ma perché non parla? Il Pd con Lombardo. E la Borsellino nicchia”. Di tutte le accuse che mi sono state mosse negli ultimi mesi, questa è quella che mi ha lasciato più basita. E le spiego subito il perché.
Il fatto è che da quando è cominciato il poco edificante e poco entusiasmante dibattito intorno all’avvicinamento del Pd a Lombardo, tutto ho fatto fuorché tacere. Ho parlato tanto, nei dibattiti pubblici come sui giornali e sulle tv, correndo spesso il rischio di annoiarmi e annoiare. Quando ho deciso di impegnarmi in prima linea nelle primarie del Pd, pur non avendo la tessera (che non ho e mai ho avuto), ma nel ruolo che preferisco, quello di sostenitrice del centrosinistra, ho scandito a chiare lettere uno slogan che per me resta attuale: “Né con Lombardo, né con Cuffaro”. Chi è stato eletto nella direzione regionale del Pd attraverso la lista che portava il mio nome, ha continuato a tenere fede a questo slogan, opponendosi in tutte le occasioni a qualsiasi tipo di alleanza strutturale con il presidente della Regione e il suo movimento. Un no che comprendeva e continua a comprendere l’opposizione a qualsivoglia accordo politico con l’Udc e simili.
All’epoca, in molti tra simpatizzanti ed esponenti del Pd condividevano lo stesso slogan. Col tempo, però, ho constatato che il giudizio di questi è mutato. Ma non il mio.

Ricordo, ma non vorrei sbagliarmi e per questo vi invito a un’attenta ricerca d’archivio, che agli albori del cosiddetto “Lombardo ter”, appena qualche mese fa, lanciai un appello rivolto al popolo del centrosinistra per scongiurare il rischio di una sorta di “milazzismo” suicida per le sorti della Sicilia. Quell’appello ha ricevuto migliaia di adesioni e diverse critiche da autorevoli esponenti del Pd. C’è chi mi ha accusato di fare politica attraverso i comunicati stampa, riferendosi al fatto che in quei mesi non passava giorno senza che un media locale o nazionale pubblicasse una mia intervista o una mia affermazione contro il governo Lombardo. Parole che ho continuato a ribadire fino alla settimana scorsa, poco prima e subito dopo la nomina della nuova giunta.
A tal proposito, al di là delle agenzie, si possono consultare le interviste che ho rilasciato a “Il Fatto quotidiano” (20 settembre 2010) e a “Repubblica” (23 settembre 2010).

La mia posizione, dunque, è più che chiara. E la ribadisco di nuovo, se serve: sono dell’avviso che Lombardo sia distante anni luce da quella che è la cultura politica del centrosinistra. Distante anni luce da quello che dovrebbe essere il progetto del centrosinistra. Soprattutto in Sicilia.
E non mi riferisco tanto al trascorso politico di Lombardo. Parlo di quello che ha fatto finora da quando è salito alla guida della Regione: poco più che nulla. Dinanzi alla crisi economica, dinanzi alle imprese che chiudono i battenti e ai lavoratori che perdono il lavoro, si è dimenticato di pensare allo sviluppo, bloccando la spesa dei fondi europei a livelli che neppure Cuffaro era riuscito a raggiungere. Si è dimenticato delle infrastrutture e del dissesto idrogeologico del territorio, nonostante le promesse fatte dopo la strage di Giampilieri. Il suo discutibile piano energetico, elogiato dai soliti soloni, è rimasto sulla carta. Doveva ripubblicizzare l’acqua, ma i privati continuano a sfruttare le nostre risorse idriche a danno delle tasche e della salute dei siciliani. Doveva risolvere la drammatica situazione dei rifiuti, ma la spazzatura ricopre l’Isola e il percolato la invade giù fino alle falde. Per mesi ha camminato al fianco di Micciché, sottosegretario del governo Berlusconi con delega al Cipe, ma i fondi Fas non si sono visti e per lo più sono stati indirizzati in massa all’inutile e dannoso progetto del Ponte sullo Stretto.

Tutte queste cose le ho dette e ribadite più volte. Posso accettare chi, ascoltandole, mi attacca. Reputo incredibile chi, invece, mi attacca senza averle ascoltate. Tanto più quando si tratta di un cronista attento come lei. Potrà rimproverarmi i toni, ma dovrebbe sapere bene che non fa parte della mia etica stravolgere valori come l’educazione e la convivenza civile pur di strappare un titolo in più sui giornali.
Già una volta, proprio nel periodo in cui lanciavo l’appello contro l’accordo tra il Pd e Lombardo, Livesicilia scrisse che preferivo sfuggire alle questioni siciliane per rifugiarmi a Bruxelles.
Ebbene, visti i commenti al suo editoriale (tutti legittimi, attenzione, compresi quelli che denotano scarsa conoscenza della storia, della cronaca politica e delle istituzioni pubbliche), mi preme ricordare che a Bruxelles vado per lavorare, tenendo fede agli impegni presi con gli elettori. Nel mio programma, avevo scritto che mi sarei occupata di fondi europei: l’ho fatto, con interrogazioni parlamentari e dossier, mettendo in luce dinanzi alla Commissione i ritardi della Regione nella spesa. Giusto la settimana scorsa, mentre la politica siciliana era impegnata nella baruffa sul Lombardo quater, ho promosso un incontro con Aldo Longo, direttore generale del settore agricoltura della Commissione europea, dove ho denunciato il gravissimo ritardo della Sicilia nell’utilizzo delle risorse del Programma di sviluppo rurale a fronte dell’altrettanto grave crisi che da anni investe gli agricoltori. Avevo promesso, poi, che mi sarei occupata di contrastare la deriva antidemocratica del nostro Paese: anche con l’appoggio dei suoi colleghi dell’Unione cronisti italiani ho promosso una dura battaglia in Parlamento contro la legge sull’intercettazioni, con il risultato che la Commissione è intervenuta ammonendo duramente l’Italia. Sugli scellerati accordi con la Libia in materia di immigrazione e sulle inumane espulsioni attuate da Maroni, il mio impegno è sotto gli occhi dei lettori dei principali quotidiani italiani, come potrà constatare dagli archivi e dalle mie interrogazioni.

Non ho dimenticato neppure il tema della mafia, dal momento che con due mozioni sono riuscita a fare inserire in quella che è la prima vera costituzione europea norme a favore dei testimoni di giustizia e del riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Come vede, ho parlato, scritto e agito tanto. Sempre tenendo fede alle responsabilità assunte con gli elettori e alla coerenza etica che, quotidianamente, perseguo nel silenzio della mia coscienza e nella moderazione (forse per lei non troppo rumorosa) dei miei gesti.
Ribadisco la stima e l’affetto nei suoi confronti, che allargo all’intera redazione di Livesicilia, testata che seguo con attenzione. Ma non posso non dirvi ciò che dico spesso ai politici del centrosinistra: non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Cordialmente,
Rita Borsellino


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Ringraziamo l'onorevole Borsellino per la sua risposta. Ma il suo silenzio non l'abbiamo sentito soltanto noi e i commenti di molti lettori (non solo quelli) lo dimostrano. Forse ci voleva qualcosa in più delle interviste per marcare il dissenso. Una sola precisazione: noi non attacchiamo nessuno, spieghiamo i fatti col nostro fallibile metro. Ma - vede onorevole - alcuni (molti) commenti lo dicono chiaro: il problema non è fra noi e lei, è fra lei e tanti di coloro che hanno sperato in lei. Con altrettanta cordialità. (rp)