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La sua dottrina, le sue esperienze

Chi è Papa Ratzinger?


di GIUSEPPE E. DI TRAPANI Perché la figura dell’attuale pontefice è così contrastata? Chi è Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, e quali sono le sue posizioni dogmatiche all’interno del variegato universo della Chiesa romana?

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, Cronaca, Palermo
di GIUSEPPE E. DI TRAPANI Perché la figura dell’attuale pontefice è così contrastata? Chi è Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, e quali sono le sue posizioni dogmatiche all’interno del variegato universo della Chiesa romana? 
Questo Papa infatti è un personaggio interessante e complesso, assai discusso ma di sicuro spessore. Indubbiamente, non è “amato” unanimemente come il predecessore, Giovanni Paolo II. I motivi sono molteplici. In primo luogo, spesso i più anziani rimettono a lui tutti i pregiudizi antitedeschi post-bellici. Le nuove generazioni invece fanno il paragone con Karol Wojtyła, ricavando un giudizio negativo nei confronti del nuovo pontefice: Ratzinger infatti non è “mediatico” come il papa polacco, non fa sport, non ama la cultura popolare come Wojtyła. Ma soprattutto, Benedetto II non ha ancora conseguito alcun merito storico come Giovanni Paolo II, “il papa che ha sconfitto il comunismo” nella pubblicistica comune. Tuttavia, nonostante tutte queste differenze, Joseph Ratzinger non pare allo stato attuale meritare biasimi particolarmente feroci come quelli che sinora ha subìto.

L’accusa principale mossa alla sua figura è quella di essere un pontefice tradizionalista, conservatore, restauratore: questi giudizi muovono da alcune sue prese di posizione critiche nei confronti del cosiddetto fronte “progressista” della Chiesa post-conciliare del 1962. Non si comprendono i motivi di tanto stupore: così come in un momento storico particolare quale i primi anni Sessanta del Novecento, parallelamente alla società del tempo la Chiesa di Roma fece notevoli passi in avanti su temi molto dibattuti, ugualmente oggi, in un periodo di ritorno in tutto l’Occidente delle Destre al potere è normale che la Chiesa si rinchiuda nei suoi tradizionali schemi dogmatici conservatori. In particolare, forti polemiche furono suscitate da una sua presa di posizione del 1985, nel libro-intervista “Rapporto sulla fede”, in cui Ratzinger attaccava la “teologia della liberazione” (discussione dogmatica cristiana elaborata in ambiente clericale sudamericano, che sottolinea il ruolo attivo “rivoluzionario” in chiave sociale e politica del messaggio evangelico).
Se l’opposizione al comunismo è ricordata come la principale linea guida del pontificato di Wojtyła, oggi Benedetto XVI porta avanti una lotta contro il processo di  globalizzazione in atto e la secolarizzazione che essa si porta appresso: in occasione della messa funebre per Giovanni Paolo II, nel 2005, lo stesso Ratzinger ha criticato la «dittatura del relativismo» dei tempi moderni.
In quest’ottica si comprende la sua critica alle famose vignette danesi anti-islamiche che hanno suscitato pochi anni fa vaste polemiche nel mondo musulmano: Ratzinger a più riprese infatti ha ribadito il suo invito al rispetto di tutte le religioni.

Parallelamente e coerentemente con questa impostazione, ha avviato uno storico dialogo con la Chiesa ortodossa al fine del superamento delle dispute teologiche alla base del secolare scisma tra le due principali Chiese cristiane. Il pericolo del XXI secolo, infatti, per il papa tedesco non è rappresentato dal fondamentalismo religioso, ma al contrario dall’ateismo nella società contemporanea.
Si dibatte parecchio sulla figura di questo successore di Pietro anche e soprattutto perché, pur nel breve periodo del suo pontificato, è riuscito in questi anni ad attirare su di sé numerose polemiche, come le api con il miele.
Una prima critica mossagli contro riguarda la sua nazionalità e i suoi trascorsi adolescenziali in periodo nazista. Per ovvi motivi Ratzinger è stato ampiamente criticato da più parti. Spinto da ciò, nel 2006, in qualità di pontefice si è recato nel campo di sterminio di Auschwitz in Polonia, denunciando il crimine assoluto contro l’umanità rappresentato dalla Shoah. Il fuoco delle polemiche si è riacceso tuttavia all’indomani della remissione della scomunica, concessa nel 2009 ai quattro vescovi lefebvriani, sostenitori di tesi negazioniste nei confronti della Shoah. In quell’occasione, non senza imbarazzi, Ratzinger ha nuovamente ribadito la posizione ufficiale della Chiesa di Roma sullo sterminio degli Ebrei, criticando ogni forma di negazionismo e invitando a continuare l’avviato dialogo con la comunità ebraica. La visita in Terra Santa nella primavera del 2009 pare aver chiuso ogni polemica.

Benedetto XVI è tornato nuovamente nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni sul tema dell’omosessualità. Tuttavia è doveroso sottolineare che il ribadito divieto di accesso ai seminari agli omosessuali del 2005 da parte del Vaticano sia da ricondurre all’ideologia stessa della Chiesa di Roma: per questo non si coglie ancora il motivo dello stupore generale dinanzi a questa posizione.
Parimenti nel 2009, in occasione di un viaggio in Africa, continente martoriato dalla piaga dell’Aids, il pontefice tedesco ha condannato pubblicamente l’uso del preservativo, smentendo le tesi scientifiche che lo vorrebbero valido strumento per la prevenzione della trasmissione dell’Aids. Anche qui ci troviamo davanti a una tradizionale presa di posizione della Chiesa cattolica, che può essere giudicata (e certamente ai più non appare tale) come valida o meno.    

È fresca nella memoria, infine, la polemica che lo vide al centro di un acceso dibattito pubblico in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2008, allorché il pontefice è stato invitato dal rettore dell’Università La Sapienza di Roma a intervenire all’evento. Studenti e parecchi docenti dell’ateneo si sono opposti fortemente, manifestando il loro dissenso nei confronti di quella scelta. Il Vaticano alla fine ha optato per un diplomatico rifiuto dell’invito, cosa che tuttavia non ha evitato il generarsi per settimane di uno strascico di polemiche accese.

Questo breve ritratto di Benedetto XVI non è certamente esaustivo della sua complessità, ma ci permette senza dubbio di affermare che egli non sia una personalità indifferente all’opinione pubblica. In un periodo storico come il nostro in cui latita la partecipazione collettiva, figure come la sua, che infuocano il dibattito, sono comunque meritevoli di attenzione e rilevanza, al di là del giudizio che ognuno, legittimamente, ha nei suoi confronti.