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Primo "giorno di scuola"
per la nuova giunta di Lombardo


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giunta, palermo, raffaele lombardo, regione, sicilia, Politica
C'è Gianmaria Sparma, classe 1975, longilineo e sorridente. Abito blu, camicia button-donwn con polsini sbottonati, è talmente più giovane del resto della squadra da spiccare subito. C'è
Giosuè Marino, che ai flash è abituato e chiacchiera a lungo con Massimo Russo, veterano della squadra lombardiana. Mario Centorrino è il più sciolto e sorridente al momento della foto, mentre il suo collega dell'Università di Messina Daniele Tranchida il più osservato, perchè meno conosciuto dai giornalisti palermitani. La sua aria da raffinato intellettuale newyorchese, à la Woody Allen, fa sbilanciare i cronisti: è lui “il” personaggio del Lombardo quater. Uccio Missineo resta un mistero: l'assessore rutelliano non è ancora tornato dalla Cambogia dove è andato ad adottare un bambino, per vederlo in carne e ossa c'è ancora da attendere.

Il professore Andrea Piraino, altra new entry al primo giorno di scuola da assessore, è un volto noto per i giornalisti palermitani, stringe qualche mano esibendo il suo sorriso cortese e si piazza accanto al collega Centorrino quando Lombardo parla. Elio D'Antrassi, l'uomo voluto dal governatore alla guida dell'Agricoltura, sembra il più timido: defilato, si piazza all'estremità del tavolo e rimane composto per tutto il tempo che dura questa prima passarella del quarto governo partorito in due anni da Raffaele Lombardo. Una passerella nella quale la palma della sciccoseria se l'assicura come da tradizione il solito Gaetano Armao, che sfodera una cravatta viola di quelle che non passano inosservate, forse segno di lutto per le disastrate casse regionali delle quali da neo-assessore al Bilancio gli tocca occuparsi.

Caterina Chinnici, unica donna della squadra, è seria e silenziosa. Mentre Marco Venturi dispensa qualche sorriso e poche parole, come sempre rigorosamente a bassissima voce. Pier Carmelo Russo passa a Marino il testimone dei Rifiuti ma prima si toglie qualche sassolino dalla scarpa rivolgendosi a Miccichè che lo aveva accusato di dire troppi no: “E' un problema semantico: qualcuno forse pensava che 'rifiuti' significasse dinieghi”, dice in conferenza stampa. Troppo raffinata come battuta per strappare una risata. Si avventura nel calembour anche Massimo Russo, che al contrario del suo omonimo, però, la battuta la sussurra soltanto, rivolto a Lombardo, quando qualcuno chiede dell'assessore Marino: “Un assessore marino? Andrà alla pesca...”.