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Il prete ucciso a Brancaccio

Si allarga l'appello dei fedeli:
"Don Pino Puglisi Martire"


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Davide Faraone, don puglisi, martire, palermo, sicilia, Cronaca
La beatificazione di Padre Pino Puglisi, nel terriorio di Brancaccio che lo ha visto crescere lottare e morire per mano della mafia, è già avvenuta da tempo. Per questo, a due giorni dal passaggio del Papa Benedetto a Palermo, l'appello per
"Don Pino Puglisi Martire" pare esprimere il desiderio di una presa di posizione più ampia, non solo dei cattolici, sulla lotta alla mafia. Il desiderio di un riconoscimento dell'impegno Padre Puglisi che passa dall'alto, per colpire più lontano possibile.
"Ho visto un venir meno della differenza tra laici e cattolici qualdo si parla di Don Puglisi" testimonia il consigliere comunale Pd Davide Faraone, promotore dell'appello e dell'iniziativa - assieme a una rosa di associazioni religiose e non - che ieri pomeriggio si è tenuta in Sala delle Lapidi a sostegno dell'appello per la beatificazione del padre di periferia."Un'iniziativa che va avanti da anni – dice Faraone – e che ha visto la partecipazione di tante persone".

Tante sono le firme a sostegno della beatificazione: partendo dall'ultimo firmatario Andrea Camilleri, passando per Don Ciotti, Rita Borsellino, Maria Falcone, Francesco Guccini, Peppe Lumia, il giornalista Felice Cavallaro e la regista Beatrice Monroy, presenti al dibattito, quest'ultimi due, in veste di relatori al dibattito. In una sala consiliare gremita, anche molti giovani del centro "Padre Nostro", che Don Pino Puglisi inaugurò nove mesi prima di morire.

Un'attività portata avanti indistintamente da giovani anche lontani dal mondo cattolico, nonostante i 17 anni di distanza dalla morte di Don Puglisi."Lui è già un esempio per i bambini e gli anziani che frequentano il centro" racconta Margherita, volontaria. Anche se, Maurizio Artale, il presidente, ha raccontato che non è sempre stato così: "Da dieci anni Don Pino Puglisi è stato accettato e viene riconosciuto nel nostro quartiere".

Significativa, infatti, l'assenza del giudice Lorenzo Matassa, magistrato nell'indagine sull'omicidio di Don Puglisi, che "è amareggiato ricordando la lontananza delle istituzioni e della società civile, anche in ambito processuale, in quel periodo" spiega de relatio Davide Faraone. Dall'associazione Padre Nostro comunque arriva chiaro un messaggio: "Partecipiamo perchè noi per primi dobbiamo divenire dei martiri" dice Maurizio Artale. Parole che messe accanto a quelle di Don Pino Puglisi, citate da Don Maurizio, che ha preso il suo posto alla guida della parrochia di Brancaccio, non esulano nessuno: "Un uomo comune deve testimoniare che vivere è sperare".