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PROCESSO TOCCO

Chiesti tre ergastoli


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Processo tocco, requisitoria, Le brevi, Palermo
E' cominciata davanti alla terza sezione della corte d'assise di Palermo la requisitoria del pm Francesco Del Bene, pubblica accusa al processo per il rapimento e l'uccisione di Giampiero Tocco, sequestrato da uomini d'onore travestiti da poliziotti, davanti alla figlioletta, e assassinato a gennaio del 2000, a Palermo. Alla sbarra, imputati dell'omicidio, i capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Damiano Mazzola, accusati di essere i mandanti del delitto. L'indagine sull'omicidio era stata archiviata. Nel 2008 fu riaperta grazie alle dichiarazioni del pentito Gaspare Pulizzi che si è autoaccusato del delitto. Alle sue rivelazioni sono seguite quelle di un altro collaboratore di giustizia Francesco Briguglio. Entrambi sono processati separatamente in abbreviato dal gup. "Senza i collaboratori di giustizia - ha detto Del Bene - non si può fare la lotta a Cosa Nostra. Pulizzi ne è un esempio emblematico, avendo svelato di essere stato coinvolto in una sconvolgente serie di delitti di cui non sapevamo quasi nulla". Tocco, secondo le testimonianze dei pentiti, venne rapito perché i mafiosi volevano interrogarlo sull'omicidio di Giuseppe Di Maggio, figlio del capomafia di Cinisi Procopio Di Maggio. Sospettato dai boss Lo Piccolo, alleati di Di Maggio, di essere stato l'autore del delitto, venne prelevato da falsi uomini delle forze dell'ordine, mentre era in auto con la figlia di sette anni. Dopo essere stato trasportato in un casolare di campagna a Torretta (Palermo), fu strangolato e il suo corpo sciolto nell'acido. Al processo si è costituita parte civile la moglie di Tocco, Antonina Cucinella, assistita dall'avvocato Carlo Ventimiglia. Fondamentale per la ricostruzione del delitto un disegno della figlia della vittima che fissò su carta le immagini dei sequestratori travestiti da poliziotti. La bambina, ora adolescente, ha deposto al processo. L'udienza è stata sospesa. Proseguirà con le richieste di pene per i tre imputati.

Il pm della dda di Palermo Francesco Del Bene ha chiesto la condanna all'ergastolo dei capimafia palermitani Salvatore e Sandro Lo Piccolo e del boss Damiano Mazzola, accusati, davanti alla corte d'assise di Palermo, di essere i mandanti dell'omicidio di Giampiero Tocco, sequestrato davanti alla figlioletta di 7 anni e assassinato nel 2000. L'indagine sull'omicidio era stata archiviata. Nel 2008 fu riaperta grazie alle dichiarazioni del pentito Gaspare Pulizzi che si è autoaccusato del delitto. Alle sue rivelazioni sono seguite quelle di un altro collaboratore di giustizia, Francesco Briguglio. Entrambi sono processati in abbreviato dal gup. Tocco, secondo le loro testimonianze, venne rapito perché ritenuto tra gli autori dell'omicidio di Giuseppe Di Maggio, figlio del capomafia di Cinisi Procopio Di Maggio, alleato dei Lo Piccolo. Prelevato da uomini d'onore travestiti da poliziotti, venne trasportato in un casolare di campagna a Torretta (Palermo), strangolato e il suo corpo sciolto nell'acido. Al processo si è costituita parte civile la moglie di Tocco, Antonina Cucinella. Il processo è stato rinviato al 20 ottobre per le arringhe dei difensori.