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La ragazza investita

Se la vita di una rumena
vale meno di monsignor Milingo



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(rp) Un maresciallo dei carabinieri investe una rumena, con possibile omissione di soccorso. La badante, 32enne, muore in ospedale. Articoli distratti. Pochi commenti. Silenzio.

Proviamo a variare sul tema con la fantasia, immaginando altri esiti e le reazioni. La notizia la pensiamo e la scriviamo così: carabiniere, magari positivo al test dell'alcol,  investe e uccide una ragazza italiana, probabilmente senza fermarsi. Già cambia aspetto tutto. La differenza è visibile. Pezzi più corposi sui giornali. Intervista alla famiglia della vittima. Intervento del comandante provinciale dell'Arma. Commenti di cordoglio diffusi.

Vogliamo estremizzare? Vogliamo continuare nel "gioco"? Scriviamola così, allora: rumena, positiva al test dell'alcol, investe e uccide carabiniere e non presta soccorso. Titoloni di giornali. Solita tiritera sull'immigrazione. Intervista alla famiglia del carabiniere con foto. Parole caustiche dei politici. Commenti indignati sulla falsariga del "Perché non tornano a casa loro?".

Invece, R.T. (ora sappiamo che si chiamava Raluca Tudor) sta passando in fretta davanti ai nostri occhi. Sarà che non la consideriamo davvero una persona. Sarà che la vita di una badante rumena vale meno dell'uniforme di un carabiniere italiano.

Ps. Come mai i palermitani liberi e colti che fanno il diavolo a quattro sullo striscione per monsignor Milingo, rimosso da una libreria al passaggio del Papa, non hanno nulla da dire su questa storia di dolorosa discriminazione post mortem? Evidentemente la vita di una badante rumena vale anche meno di uno striscione dal dubbio gusto, assurto a simbolo improprio della civiltà calpestata. Evidentemente la polemica premia quando è funzionale allo "scruscio" mediatico, con successivo riflettore puntato sulla vanità del coraggioso di turno.  Che strano però... noi malaccorti pensavamo che il compito dei colti e liberi fosse soprattutto quello di redimere il silenzio ingiusto e trasformarlo in parola.