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Villa Filippina

“Sport, un antidoto contro la criminalità”
Lari e Costa al festival della legalità


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Lo sport come veicolo di legalità. E’ questo il tema della seconda giornata del Festival della legalità, una delle più attese dai ragazzi giunti a Villa Filippina. Ospiti del dibattito, il presidente del Coni Sicilia Massimo Costa, il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari e due campioni dello sport italiano e siciliano: Luca Moncada, per sei volte sul tetto del mondo nel canottaggio e Andrea Lucchese, campione mondiale di kick boxing.

Assenti, invece, i rappresentanti del Palermo calcio. L’incontro, moderato dal giornalista Rai Roberto Gueli, ha suggerito domande e soddisfatto molte curiosità degli ottocento giovani giunti alla Villa. Ed è stata l’occasione, anche, per scoprire il passato da cestista del giudice della Procura nissena: “Ho iniziato a giocare a basket – racconta Sergio Lari – proprio attorno a questo palco, qui nella Villa Filippina, dove una volta c’era un campetto di pallacanestro. Sono un po’ emozionato. Anche per il fatto di trovarmi davanti a tanti giovani, che considero il futuro di questa terra. E lo sport- ha detto a quei ragazzi – è un vero veicolo di legalità, rispetto per le regole, convivenza civile”. “Fare in modo – ha aggiunto Lari – che i giovani possano investire il loro tempo nello sport e nella cultura consente di limitare di molto il possibile avvicinamento alla criminalità organizzata. E la giornata di questo Festival rappresenta proprio questo connubio tra sport e legalità, decisivo per la Sicilia.

Dobbiamo sforzarci tutti di cancellare l’equazione tra questa terra e Cosa nostra”. Il presidente del Coni Sicilia, Massimo Costa, nel ricordare l’imminente inizio (questo week end) della 41esima edizione del Trofeo Sicilia, ha denunciato la carenza e le condizioni degli impianti siciliani: “E’ difficile fare sport a Palermo – ha spiegato – visto che non c’è praticamente un impianto agibile. Noi – ha aggiunto rispondendo alla domanda di una ragazza – stiamo lavorando a progetti da attuare in quartieri difficili, forse qualcosa faremo anche qui a Villa Filippina. Lo sport – ha ricordato Costa – è il ‘punto d’incontro sociale’ più diffuso nelle nostre città. Se solo la politica si decidesse a investire in infrastrutture piuttosto che in stipendi inutili...Solo così si può pensare davvero di sconfiggere la mafia, creando in ogni quartiere luoghi d’incontro positivi”.

Applausi, poi, anche per i due campioni del mondo siciliani saliti sul palco del Festival della Legalità. L’iridato nel canottaggio Luca Moncada, nel raccontare i suoi inizi nello sport, ha detto: “Ho cominciato a 13 anni, perché amavo fare sport, mi divertiva. Non avrei mai pensto di diventare sei volte campione del mondo. Lo sport mi ha fatto conoscere il mondo e, purtroppo, mi ha fatto notare certi ritardi della Sicilia in questo settore. Ma bisogna essere ottimismi, anche nello sport si può fare meglio, così come per la lotta alla mafia, che sono certo si potrà sconfiggere”.

Il campione del mondo di kick boxing Andrea Lucchese, poi, ha definito la pratica sportiva “un grande strumento di educazione, che spinge al rispetto e alla legalità. Fare sport – ha aggiunto – migliora le qualità fisiche e mentali. I miei maestri mi hanno insegnato i veri valori: l’impegno, la forza di volontà, la consapevolezza, e io cerco di tramandarli – ha concluso rivolgendosi alla platea – a voi ragazzi”.

Dopo il dibattito, i giovani delle scuole hanno lasciato gli zainetti e hanno potuto assistere e cimentarsi in varie discipline sportive. Il Coni, infatti, ha allestito un’area attrezzata dove gli studenti hanno assistito e praticato cinque sport: volley, scherma, tiro con l’arco, taekwondo e rugby, alla presenza di atleti professionisti e dei rispettivi presidenti delle federazioni. Così si è chiusa la seconda mattina del Festival della legalità.