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Maroni a Palermo

"Seguiamo la lezione di Falcone,
contro la mafia attacchiamo i patrimoni"


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Intervenuto alla riunione autunnale dell'Osce, il ministro degli Interni Roberto Maroni ha spiegato che "per sconfiggere i sistemi illeciti transnazionali occore attaccare le basi economiche della loro ricchezza, quale che sia la forma in cui essa si materializza e ovunque essa si trovi".
"Questa è la lezione di Giovanni Falcone - ha detto Maroni -, le cui idee lungimiranti hanno segnato una svolta nel modo di intendere la mafia e di combatterla. Per colpire il crimine organizzato nei suoi interessi vitali, l’ Italia si è dotata di un’avanzata intelaiatura giuridica, che le ha permesso in questi ultimi due anni di sequestrare oltre 28.700 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro, di confiscarne 5.900 per un controvalore di 3 miliardi di euro e di far affluire nel Fondo Unico di Giustizia oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro, utilizzabili per le esigenze della sicurezza dei cittadini".

In tema di lotta al crimine internazionale, Maroni ha detto: "Una prima lezione della Convenzione di Palermo è che nel nostro tempo il crimine organizzato è globale e questa tendenza si accentuerà nei prossimi anni, in parallelo con l’ampliamento dei mercati internazionali. Ne consegue che altrettanto globale dovrà essere la risposta degli Stati e della comunità internazionale. Un secondo elemento - ha proseguito il ministro - è che oggi i confini nazionali diventano porosi. I criminali li attraversano più rapidamente e più agevolmente delle polizie. Questa situazione ci indebolisce e va cambiata. Il modo migliore per farlo è promuovere la collaborazione internazionale di sicurezza fondata su strumenti quali la Convenzione di Palermo. Un terzo profilo, di importanza decisiva - ha concluso -, è che i criminali sono 'imprenditori del delitto' e, come tali, agiscono per fini di profitto".