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Il dottorando suicida, la manifestazione

"Così Norman continuerà a vivere"


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dottorando, norman zarcone, suicidio, Cronaca, Palermo
Il dolore di un padre per la scomparsa del figlio, la rabbia degli amici e dei parenti per una vita interrotta troppo presto, schiacciata dall’incertezza per il futuro, ma anche la voglia di ricordare chi non c’è piu’ attraverso le sue passioni, la sua creatività. C’e’ tutto questo nella manifestazione organizzata oggi a Palermo in memoria di Norman Zarcone, il dottorando di 27 anni morto il 14 settembre scorso dopo essersi gettato da un terrazzo della facoltà di Lettere e filosofia.

Una giornata di riflessione sul tema “Il mistero della libertà – Tutti insieme per Norman”, iniziata con una Messa nella chiesa di San Giovanni Bosco e proseguita con una fiaccolata fino allo Steri, sede del Rettorato. "Oggi - racconta il padre Claudio - è come se mio figlio morisse per la seconda volta, provo una grande angoscia. Il rettore dopo la tragedia mi ha detto che gli avrebbe assegnato il dottorato alla memoria, ecco adesso spero non ci siano intoppi burocratici. Alcuni politici, di tutti gli schieramenti, hanno proposto l'ististuzione di una fondazione intitolata a Norman e dedicata agli artisti. Mi rivolgo all'assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino, che ha mostrato una grande sensibilita', perché presenti lui stesso un disegno di legge per creare questo ente. In questo modo gli artisti avrebbero un luogo per esprimersi e Norman continuerebbe a vivere. Mio figlio - prosegue - con il suo gesto ha fatto una scelta consapevole, non era un depresso. Adesso la sua memoria deve essere portata avanti e questo è il mio impegno".

Tanti i ragazzi presenti alla manifestazione che con voce unanime ricordano "la straordinaria personalità di Norman". "Era una grandissima persona - spiega Alessandro Di Maio -, un ragazzo splendido. Certo ha compiuto una scelta precisa e il luogo è significativo". Tra i presenti alla cerimonia anche Gianni Rigamonti, docente in pensione della facoltà di Lettere, che ha consegnato al padre la bozza della tesina di dottorato di Norman. "Un lavoro - spiega - su un classico della filosofia, la 'Costruzione logica del mondo' di Rudolf Carnap". Allo Steri il ricordo di Norman con la proiezione di un video diviso in due parti. La prima dedicata ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per i quali Norman e il padre Claudio avevano composto la canzone “Un cielo senza stelle” (cantata dalla madre Giusy), e un seconda parte con immagini di Norman nella vita di ogni giorno. Ad accompagnare le immagini le musiche composte dallo stesso Norman con l’amico Gabriele Confaloni e usate per il cortometraggio di un giovane regista siciliano.

"Poco dopo la scomparsa di Norman - sottolinea Salvatore Lo Bue, docente della facoltà di Lettere - il preside mi ha chiesto di organizzare una manifestazione per ricordarlo in modo non accademico. Così, con l'aiuto dei suoi amici, abbiamo dato vita a questa serata all'insegna dell'amore, delle arti e della libertà. Norman infatti ha consumato fino in fondo il mistero della sua libertà di uomo".