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Pd spaccato a Enna

La caduta dei Mirelli


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enna, Mirello Crisafulli, pd, Politica
La caduta - o il rischio di - di Mirello Crisafulli è peggio della caduta degli dei. Perché gli dei almeno non si vedono, riparati come sono nell'iperuranio,  e cadono senza rumore. Mirello è un simbolo terrestre,  cicciotto, prospero, in carne e sigarone. Immaginare un suo rotolamento a valle impone il gesto di chiusura preventiva delle orecchie. Per la serie: senti il botto.
Eppure è così. Venti illuminanti e sterilizzate righe sul "Giornale di Sicilia" non nascondono il dramma. Il Pd a Enna, nel regno dove il re comandava con scettro assoluto e vinceva pure col sorteggio (ipse dixit),  è spaccato. Due fasi congressuali: una dei bersaniani (crisafulliani), l'altra dei lumiani. Saranno eletti due segretari, verosimilmente e due gruppi dirigenti. Mirello è stato attaccato pesantemente: "C'è un handicap di democrazia nel partito".

Insomma, traballano uno a uno i vecchi cari simboli, le vecchie cose di pessimo gusto,  a cui eravamo affezionati come il poeta Gozzano. Dovesse accadere l'irreparabile, dovesse il nostro decidere di ritirarsi nei campi come Cincinnato, che ne sarà di noi? Come faremo senza il sigaro di Mirello e le sue bretelle gialle? Come sapremo orientarci senza quel complesso dottrinario - detto "Crisafullismo" - che rappresenta un manuale perfetto dell'inciucio e dell'accomodamento. Ahimè, non c'è più rispetto nemmeno per la vecchia arte dell'inciucio. Gli inciucisti di nuovo conio sono già all'uscio con i loro manuali freschi di zecca. E - che mancanza di uomorismo autoironico- nemmeno portano le bretelle gialle.