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I giovani di Farefuturo: "Noi stiamo con Battiato"


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''Mezz'ora di Battiato in televisione vale di più di qualsiasi logica (distorta) che sottende alle quote dei politici nei talk show o all'ansia di 'veline' accomodanti che inonda le redazioni di certi tg. Perche' l'invettiva civile, l'indignazione verso uno stato di cose che rimane stagnante su quella 'linea orizzontale' che canta proprio Battiato sta ammorbando il dibattito pubblico è merce sempre più rara in un paese malato di barricate e di conformismi''. Lo scrive Antonio Rapisarda su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo. Ieri, il cantautore siciliano è intervenuto a ''Otto e Mezzo'' su La7, commentando la decisione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, di sospendere Michele Santoro. ''Non si può- continua l'articolo - non stare con Battiato. Con l'uomo Battiato. Con il cittadino Battiato. Contro il 'vuoto' che avanza' ''. ''Mezz'ora di Franco Battiato in televisione e si schiude con tutta la forza dell'invettiva la comprensione di che razza di paese è diventato l'Italia - spiega Rapisarda - Perchè per uno che non è 'nè di destra, nè di sinistra', ma ha scelto di stare 'in alto, dalla parte degli esseri umani' il punto di osservazione non puo' che essere privilegiato e distaccato quanto necessario. Ma non per questo disincantato ne' rassegnato. Parla come pensa, Battiato. E quello che pensa lo recita da sempre nelle sue canzoni, che sono frammenti puri di ricerca che si intrecciano con ciò che si muove nel mondo''.