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Blitz della Finanza

Corruzione e truffa, arresti a Siracusa
Tra i coinvolti pure un carabiniere


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arresti, evasione, truffa, Cronaca, Siracusa
E' in corso dall'alba a Siracusa un'operazione della Guardia di finanza coordinata dalla Procura per evasione fiscale e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e corruzione di pubblici ufficiali. Sono stati eseguiti arresti.

Sono tre le misure cautelari emesse dal Gip nell'ambito dell'operazione della Guardia di finanza di Siracusa per evasione fiscale, truffa aggravata e corruzione di pubblici ufficiali. Gli arrestati sono due imprenditori siracusani, Pietro ed Eugenio Durante, e un carabiniere in servizio presso la Procura di Siracusa, allo stato irreperibile. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno dovuto gestire alcune fughe di notizie riconducibili alla condotta infedele di un uomo dei carabinieri in servizio nella Procura. Il militare, grazie all'aiuto delle attività di intercettazione, é stato utilizzato, a sua insaputa, per veicolare agli indagati false informazioni sulle attività di indagine. La Gdf ha sequestrato quote delle società Rit e Rit Engineering (di proprietà dei Durante), e altri beni per un valore complessivo di oltre un milione 700 mila euro. I titolari delle due società, incaricate del servizio di archiviazione ottica documentale per conto del Comune di Siracusa, sono accusati di falsi ideologici commessi per il rilascio di certificazioni di regolarità contributiva, evasione fiscale per oltre mezzo milione di euro, corruzioni nei confronti di pubblici ufficiali, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa 600 mila euro.

Il sottufficiale dei carabinieri, accusato di aver passato informazioni sulle attività di indagine a carico dei fratelli Durante è Francesco Rizzotti, 40 anni, in servizio alla squadra di polizia giudiziaria della Procura siracusana. Il militare è stato rintracciato e gli è stato notificato l'ordine di custodia cautelare, con contestuale concessione degli arresti domiciliari. Delle tre persone coinvolte nell'operazione denominata "Infedele", solamente Pietro Durante, 50 anni, è stato rinchiso in carcere. Il padre Eugenio, 76 anni, per via dell'età ha beneficiato degli arresti domiciliari. L'indagine, è stato spiegato in procura, è ancora aperta anche se al momento non risulterebbero altri indagati. Si sta tuttavia valutando la posizione di un altro appartenente alle forze dell'ordine che potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda informando i due principali indagati sulle attività d'indagine avviate sul loro conto.