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La stabilizzazione dei precari

Ex Pip, l'accordo è chiuso
In bilico i soldi di ottobre



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Oltre due milioni e mezzo di euro. È questa la cifra, relativa al solo mese di ottobre, che potrebbe gravare sulle tasche dei contribuenti per il pagamento degli stipendi del bacino degli ex Pip. Infatti, dopo circa sei ore di trattative, la scorsa notte le parti sociali hanno finalmente trovato l'accordo sindacale: gli ex Pip saranno inquadrati secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti per servizi di pulizia e servizi integrati – multiservizi. Il contratto sarà di secondo livello, a tempo indeterminato, per un totale di 23 ore settimanali, alle quali si aggiungono, da contratto, 7 ore settimanali di lavoro straordinario: è questa la mediazione individuata tra le 30 ore richieste dai sindacati e le 23 offerte dalla Regione.

La conferma della chiusura dell'accordo arriva da tutte le parti sociali protagoniste della vicenda, dall'assessore regionale al Lavoro Andrea Piraino, alla dirigente del dipartimento Letizia Di Liberti, al segretario provinciale della Nidil Cgil Laura Di Martino. Così, come previsto dal contratto nazionale, gli ex Pip hanno ottenuto anche il riconoscimento degli assegni familiari e delle due mensilità aggiuntive, tredicesima e quattordicesima. Il nodo da sciogliere resta a questo punto quello dell'indennità di ottobre. Il sussidio di disoccupazione, infatti, è scaduto a settembre e la retribuzione da contratto dovrebbe partire da novembre. Per quanto riguarda il buco scoperto del mese in corso, “sarà erogato – si legge nell'accordo sindacale sottoscritto la scorsa notte – un importo onnicomprensivo una tantum dalle economie maturate dalle risorse”. Le voci di corridoio parlano di 800 euro, cifra quest'ultima non confermata da Letizia Di Liberti, che fa sapere che “si è in attesa di verificare se sia fattibile erogare tale importo”. Se questa verifica confermasse la cifra di 800 euro, si parlerebbe quindi di due milioni e mezzo di euro stanziati per il solo mese di ottobre. Ma a che titolo la Regione erogherà questi fondi pubblici ai precari, a cui è scaduto il sussidio di disoccupazione e che non hanno ancora ripreso servizio?